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Cucine Solidali: un modello torinese di ristorazione sostenibile
 

Il 20 marzo compie un anno il progetto coordinato dall’executive chef Andrea Chiuni

Amore per il prossimo 

Durante il periodo di restrizioni imposto dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 all’inizio di marzo 2020, un gruppo di ristoranti torinesi (20 per la precisione, tra cui alcuni stellati) ha dato origine ad un moto spontaneo di solidarietà prendendosi carico di parte del fabbisogno delle mense dei poveri della città.

Si tratta di un movimento corale senza distinzione tra tipologie di ristorazione e senza protagonismi. Il loro unico scopo è la preparazione pasti in accordo con le realtà di distribuzione popolare.

 

 

Il concetto alla base del progetto è stato ed è quello di riaprire quante più cucine di ristoranti possibili per coprire l’accresciuto bisogno di pasti per le categorie più deboli.

 

 

L’idea è nata come risposta all’aggravamento della situazione verificatasi a seguito del lockdown per le persone senza fissa dimora.

 

 

Dal 20 di marzo ad oggi, a quasi un anno dalla nascita di Cucine Solidali, sono stati distribuiti complessivamente 58 mila pasti a cura dei ristoranti coinvolti” racconta Andrea Chiuni, executive chef dei ristoranti Tre Galline, Tre Galli e Carlina Restaurant and Bar, che si è messo a disposizione per il coordinamento del progetto. ”Ciò che mi ha stupito di più è stata la formazione spontanea e armoniosa di questo gruppo di ristoranti che ogni giorno in completa autogestione svolge un servizio così prezioso senza apparente fatica e senza mai tirarsi indietro. La realtà però è un’altra, la preparazione va comunque calendarizzata con conseguente carico supplementare di lavoro di quella cucina. E si sa, le giornate in cucina sono tutt’altro che rilassanti. Sicuramente un progetto innovativo e straordinario nel panorama gastronomico italiano”.

 

 

Le mense servite da Cucine Solidali sono la mensa dei Frati Minori, distribuzione ai senza tetto di Sant’Egidio e gli asili notturni CTS di Torino.

 

 

Ogni chef, con la sua brigata e le sue materie prime, cucina nel proprio ristorante. I trasporti giornalieri dei pasti dal ristorante alla mensa sono a cura della Croce Verde.

 

 

Il Manifesto sottoscritto da tutti gli attori di cucine solidali

 

 

Durante il periodo di restrizione sanitaria a causa dell’epidemia di COVID19 i nostri ristoranti sono stati chiusi.

Purtroppo non solo i ristoranti.

Molte persone hanno perso il lavoro o sensibilmente diminuito le proprie disponibilità e, al contempo, l’emergenza ha ostacolato l’attività delle reti di accoglienza cittadine.

Sono aumentate le richieste, diminuite le offerte d’aiuto.

I ristoranti di Torino hanno così dato origine ad un moto spontaneo di solidarietà che è cresciuto coinvolgendo sempre più ristoranti e cuochi, oltre a produttori e associazioni di volontariato, preparando in poche settimane migliaia di pasti per chi aveva bisogno di cibo.

Probabilmente un movimento che nella ristorazione italiana non ha pari.

E quando i ristoranti hanno riaperto e il lavoro è ripartito, nessuno si è tirato indietro, perché ogni cuoco e ogni ristoratore che ha partecipato a quest’avventura aveva ormai chiaro che non ha senso cucinare per i propri clienti dimenticando i bisogni di chi è rimasto indietro.

Così è diventato un nostro obiettivo, e una caratteristica condivisa che unisce i nostri ristoranti quanto l’amore per i cibi del nostro territorio e per la città, prenderci cura con continuità e costanza di parte del fabbisogno delle mense cittadine.

Al momento della formazione di questo manifesto che ci definisce tutti, senza distinzione tra trattorie e ristoranti, locali etnici, gastronomici o tradizionali, abbiamo già preparato 35000 pasti, ma il nostro progetto è molto più ambizioso.

Senza ipocrisie e con determinazione, proveremo a costruire una gastronomia torinese di alta qualità etica e non solo alimentare, ci impegneremo a colmare il divario tra divertimento e nutrimento, opulenza e sopravvivenza, abbondanza e scarsità.

Saremo ristoranti che faranno del “km zero umano” un tratto comune e, se possibile, un modello da copiare.

Probabilmente un movimento che nella ristorazione italiana non ha pari.

Il fotografo Davide Dutto ha seguito e documentato il progetto creando un grande mosaico di primi piani dei protagonisti, evidenziandone così l’aspetto corale e trasversale. Il progetto artistico è completato da un video di animazione Wilson Querin e Angelo Mastrolonardo.”

 

I ristoranti di Cucine Solidali:

Tre Galline

Ristorante Carignano

Del Cambio

La Limonaia

Fuzion

Accademia Food Lab

Condividere

Du’ Cesari

Eataly

Era Goffi

Magazzino 52

Opera

Spazio 7

San Giro

Vale un Perù

Tre Galli

Carlina

Gaudenzio

Vimini

 

 

Sostengono e collaborano al progetto Cucine Solidali:

Elena Apollonio rappresentante di DemoS, Democrazia Solidale;

Federico De Giuli e Laboratorio Civico;

I Cento Torino;

Volontari, Associazioni, Movimenti e produttori (elenco sul sito)

Trasporti: Croce Verde e Taxi Solidali

 

https://www.cucinesolidali.it

 

 

Di Indira Fassioni 

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