CON UNA TECNICA SOSTENIBILE

Grazie a un batterio ridotta la capacità riproduttiva della zanzara tigre di quasi il 90%

L'esperimento è stato realizzato nei laboratori dell'Enea a Roma Casaccia. Ecco in cosa consiste

20 Lug 2026 - 18:46
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 zanzare West Nile © Ansa

 zanzare West Nile © Ansa

Ridurre in modo significativo il numero delle femmine e della fertilità delle uova della zanzara tigre, che oltre a pungere le persone trasmette i virus di dengue, zika e chikungunya. È l'esperimento realizzato nei laboratori dell'Enea a Roma Casaccia e svolto in collaborazione con il progetto Debug di Google insieme all'Università La Sapienza. Il risultato è stato l'abbattimento dell'88% delle capacità di produrre uova fertili destinate a superare il periodo invernale. È il risultato della prima parte della sperimentazione, un unicum in Europa, di una piattaforma innovativa per l'applicazione del maschio incompatibile. Si tratta di una campagna sostenibile di controllo della zanzara tigre e di altri insetti fastidiosi che mira a ridurre in modo naturale le capacità riproduttive delle femmine.

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Una tecnica sostenibile

 La tecnica è molto semplice e si basa sul rilascio di un numero enorme di maschi, che grazie alla simbiosi con un batterio innocuo e molto comune chiamato Wolbachia, diventano non più produttivi per le femmine selvatiche della specie, quindi tutte le uova prodotte risultano sterili. Una tecnica sostenibile perché evita l'uso massiccio di insetticidi di natura chimica, che ogni anno vengono riversati sull'ambiente. Più alto sarà il numero delle zanzare rese sterili più alto sarà l'impatto sulle capacità riproduttive delle zanzare che non riusciranno più a moltiplicarsi.

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