Con lo sviluppo urbano, la riduzione degli spazi verdi e l'accumulo dei rifiuti, molti animali hanno adottato diete molto simili a quella degli esseri umani tra cui le cicogne. Le cicogne bianche, infatti, migrano vicino le città, dove hanno accesso al junk food, il cibo spazzatura che trovano direttamente nelle discariche. E, inevitabilmente, i cambiamenti alimentari hanno conseguenze nella loro struttura genetica. Lo riscontra una ricerca effettuata dal team di scienziati dell'Università di Medicina Veterinaria di Vienna, presentata alla conferenza della Society for Experimental Biology a Firenze (dal 7 al 9 luglio), che evidenzia come le cicogne -che si nutrono di cibi dalla discarica - tendono ad avere una massa corporea maggiore e maggiori riserve di energia rispetto a quelle che seguono un'alimentazione basata su prede naturali.
La ricerca
Gli studi si sono concentrati sulle popolazioni di cicogne bianche in Polonia: qui, nell'ultimo decennio, questi volatili hanno iniziato a nutrirsi maggiormente con il cibo delle discariche. Anustup Bandyopadhyay, dottorando all'Università di Medicina Veterinaria di Vienna che ha partecipato allo studio, ha sottolineato al quotidiano britannico The Guardian che la crescente produzione globale di rifiuti sta creando nuove opportunità di alimentazione per la fauna selvatica, ma con conseguenze preoccupanti per la loro salute. Attingere dalle discariche comporta certamente un risparmio energetico per gli animali, determinando anche un aumento nella riproduzione della loro specie, ma genera un cambiamento della loro struttura fisica e biologica. Senza dimenticare i pericoli che corrono gli uccelli, poiché nei siti di raccolta dei rifiuti ci sono anche plastica, fili, vetro e metalli pesanti. "Abbiamo scoperto che le cicogne bianche utilizzano le discariche principalmente nel mezzo della stagione riproduttiva, quando aumenta la richiesta di cibo dei pulcini", ha affermato lo scienziato Bandyopadhyay. Ed è proprio nei giovani esemplari di cicogna, come riscontrato dalla ricerca dell'Università di Vienna, che si registrano maggiori danni al sistema genetico e al DNA.
I cambiamenti delle abitudini migratorie delle cicogne
Dalla metà degli anni Ottanta, un numero crescente di cicogne ha smesso di migrare dall'Europa all'Africa durante gli inverni. Molti esemplari si stabilizzano nelle vicinanze delle discariche europee per alimentarsi del cibo della spazzatura. Un'abitudine alimentare che cambia anche quella migratoria. Stando a quanto affermato da Bandyopadhyay, "le cicogne bianche della Penisola Iberica sono passate dall'essere completamente migratorie a parzialmente migratorie, o addirittura sedentarie, in gran parte a causa delle condizioni meteorologiche favorevoli e, cosa importante, della disponibilità di sussidi alimentari per le discariche".
Le nuove abitudini alimentari degli animali
Negli ultimi decenni, diversi ricercatori hanno riscontrato che le diete seguite dagli esseri umani, ricche di zuccheri e carboidrati, possono causare danni diretti agli animali. Le oche giovani che mangiano pane possono sviluppare "ali d'angelo", un tipo di malnutrizione che può compromettere la loro capacità di volare. I coyote che si nutrono nel compost potrebbero essere più suscettibili alle tenie, ovvero parassiti intestinali. I ratti, che nelle città si nutrono dai sacchetti della spazzatura, hanno invece cambiato le loro abitudini di procacciamento del cibo: secondo una ricerca del 2018, i roditori tendono a cercare con più frequenza alimenti ricchi di zucchero e carboidrati rispetto ai loro simili che vivono lontani dalla città. Il cibo spazzatura, tuttavia, non produce riserve di grasso per tutti gli animali che lo consumano. È il caso degli scoiattoli rossi che abitano in città: gli esemplari che spesso sgranocchiano patatine fritte, waffle e biscotti sono più magri di quelli che abitano nelle foreste. I ricercatori, quindi, sono concordi su un aspetto: nonostante i suoi effetti sul corpo degli animali, il cibo spazzatura genera un cambiamento nelle loro storiche e tradizionali abitudini alimentari.
