Colpita a morte il 9 gennaio mentre manifestava, Diana non era un’attivista politica ma una ragazza che rivendicava il diritto di vivere liberamente. Il silenzio delle autorità, la censura e i messaggi imposti alla famiglia alimentano i dubbi su quanto accaduto, mentre i suoi video restano online come atto di accusa contro un regime che teme i giovani, la visibilità e la libertà.
