Allarme dell'Ocse

Scuola, il gran caldo e l'impatto sugli studenti: "Sono a rischio, influisce sul loro apprendimento"

Una delle soluzioni per l'Ocse, oltre a interventi strutturali, è una riforma del calendario. In Italia solo una scuola su dieci ha l'aria condizionata

27 Mag 2026 - 12:48
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 © Istockphoto

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Se in Europa le persone iniziano a morire di caldo, letteralmente, qual è l'impatto di questo rialzo delle temperature sulla scuola? È la domanda da cui parte e a cui tenta di rispondere uno studio dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), secondo cui il calore "influisce sull'apprendimento degli studenti sia direttamente, influenzando il loro benessere e il rendimento scolastico, sia indirettamente, attraverso interruzioni del loro percorso di studi". Diverse sono le possibili contromisure.

L'Ocse: "Giorni caldi a scuola saranno sempre di più"

 Il punto di partenza per lo studio dell'Ocse, proprio quando le temperature in Italia superano i 35 gradi, è la domanda: "Quali saranno i probabili impatti dell'aumento delle temperature sugli studenti e come si stanno adattando i vari Paesi?". A dieci giorni dalla chiusura delle scuole in Italia, l'afa e la mancanza di sistemi di raffreddamento degli ambienti interni hanno iniziato a farsi sentire nelle classi. L'Ocse però non fornisce una prospettiva rosea: "Gli studenti saranno esposti a un numero maggiore di giornate calde a scuola entro il 2050". Una conclusione a cui gli studiosi sono arrivati analizzando Stati come la Bulgaria, la Francia, la Danimarca e l'Inghilterra ma che si applicano a tutto il panorama di Paesi Ocse fino all'America del Sud.

Le soluzioni alla calura: "Investimenti strutturali e calendario modificato"

 Come combattere una situazione del genere, che va a impattare in maniera non trascurabile la rendita scolastica dei giovani? La risposta dell'Ocse è chiara: "Modificando il calendario scolastico, investendo in sistemi di raffreddamento nelle scuole o rendendo gli ambienti esterni dei bambini più adatti alle temperature elevate". Soluzioni che comportano però la decisione e la volontà di cambiare. Anche perché l'ammodernamento delle strutture implica costi ingenti, mentre l'adattamento del calendario può impattare direttamente sulla quotidianità delle famiglie. 

La situazione italiana: il 90% delle scuole non ha aria condizionata

 Proprio sul secondo punto, quello di una modifica netta del calendario scolastico, da anni va avanti un dibattito in Italia. Tra le parti in causa ci sono i genitori, che già ora si trovano per i tre mesi estivi senza l'appoggio scolastico. Un paio di settimane fa, il ministero dell’Istruzione ha stanziato 300 milioni per il Piano estate, con attività rivolte agli alunni e alle loro famiglie. L'Emilia-Romagna è la prima Regione a sperimentare un'apertura anticipata delle scuole primarie, dal 31 agosto al 14 settembre, per aiutare a conciliare i tempi di vita e di lavoro delle famiglie. Iniziative che però vanno in direzione opposta rispetto a quanto segnalato dall'Ocse, che individua un rischio crescente man mano che il caldo aumenta. A meno che, ovviamente, le strutture non siano adeguate a livello strutturale. Ma al momento l'89% delle scuole censite in Italia è completamente sprovvisto di impianto di condizionamento. E il restante 11% non è certo una ghiacciaia, spesso infatti i condizionatori si trovano in singoli ambienti come le segreterie e le sale riunioni. In aula sono più unici che rari. 

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