Sul tetto di stranieri in classe

Giorgia Meloni: "Da ministro Mattarella scriveva circolari sul tetto degli stranieri in classe"

La premier ha difeso la proposta della maggioranza e ha spiegato: "Il limite del 30% riguarderà gli studenti che non conoscono l'italiano"

22 Set 2026 - 21:03
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 © IPA/Tgcom24

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"Quando Sergio Mattarella era ministro dell'Istruzione redigeva circolari che invitavano a non concentrare ragazzi stranieri nella stessa classe". Così Giorgia Meloni ha difeso la norma che mira a porre un tetto massimo agli studenti non italiani in aula. "È una misura di buonsenso. Mi pare sia giusto portarla avanti".

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Meloni: "Parole di Mattarella vanno nella stessa direzione"

 "Non credo che il presidente della Repubblica abbia paura delle classi ghetto". Così, a Cinque minuti su Rai1, la premier Giorgia Meloni ha contestato quella che ha definito "interpretazione prevalente" delle parole di Mattarella. Stando a quanto ha sostenuto Meloni, le parole pronunciate dal capo di Stato - in particolare "la scuola deve superare i ghetti, non creare i ghetti" - sarebbe stata letta da altri come una "contestazione all'iniziativa del governo". "Personalmente non la leggo così", ha aggiunto la presidente del Consiglio secondo cui le parole di Mattarella vanno nella stessa direzione della norma proposta dal governo: quella di voler creare "classi più equilibrate".

La precisazione sul tetto di stranieri: "Il vero ghetto lo impone la lingua"

 Durante il programma tv, la premier ha specificato che il tetto del 30% di ragazzi stranieri nelle classi si riferisce ai giovani e bambini "che non parlano la nostra lingua". E ha aggiunto, continuando a usare l'immagine usata da Mattarella: "Il ghetto è chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua. Questo è il ghetto. Mentre creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire un ghetto".

E poi ancora: "Il presidente della Repubblica parla di superare le incomunicabilità. Qual è la base per superare l'incomunicabilità? La lingua. Tant'è che noi parliamo, appunto, di una migliore distribuzione dei ragazzi stranieri che non parlano la nostra lingua. E, tra l'altro oggi lo hanno scritto diversi quotidiani, il presidente della Repubblica quando era ministro dell'Istruzione, redigeva circolari che - più o meno - anche lì invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura di buon senso. E quindi mi pare che sia giusto, di buon senso", 

No al burqa a scuola? "Questione di sicurezza"

 Sulla norma anti-burqa a scuola, Giorgia Meloni ha insistito: "Sono norme di buon senso anche per un fatto di sicurezza. Devo segnalare a chi oggi si sta stracciando le vesti contro questa norma che provvedimenti simili, che vietano di presentarsi con il volto coperto a scuola o all'università e in molti casi anche negli uffici pubblici, esistono in mezza Europa. Esistono addirittura in una serie di Paesi a maggioranza islamica, è un fatto di sicurezza". 

Schlein: "Provocazione diretta, mancanza di senso dello Stato"

 "Tirare per la giacca il presidente della Repubblica Sergio Mattarella cercando di trascinarlo, come ha fatto Giorgia Meloni, sulla polemica strumentale del giorno è segno evidente di una totale mancanza di senso dello Stato", così la segretaria del Pd Elly Schlein ha commentato le parole della presidente del Consiglio. "Costituisce una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato. Una cosa di cui l'Italia non ha assolutamente bisogno".

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