la crisi politica

Myanmar, il premio Nobel Aung San Suu Kyi trasferita ai domiciliari

Lo afferma il capo della giunta militare golpista del Paese asiatico

30 Apr 2026 - 19:04
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Il capo della giunta militare golpista del Myanmar, Min Aung Hlaing, ha affermato di aver "commutato" in detenzione domiciliare la pena inflitta alla premio Nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi. La decisione arriva in un momento di forte tensione politica e militare nel Paese. La misura, secondo quanto riferito, rappresenta un alleggerimento della condizione detentiva della leader simbolo della democrazia birmana, al centro delle vicende politiche successive al colpo di Stato.

Guerra civile

 Sul piano militare, la situazione resta instabile ma in evoluzione. L'esercito governativo, noto come Tatmadaw, ha rafforzato le proprie posizioni grazie all'arrivo di nuovi coscritti e a una riorganizzazione interna delle forze. Dopo mesi di arretramento, le forze governative stanno cercando di recuperare terreno contro le principali formazioni ribelli. La pressione si concentra su più fronti, in un conflitto ormai frammentato. A combattere il Tatmadaw restano l'Alleanza della Fratellanza, composta da gruppi etnici storici, e le Forze di Difesa Popolare, nate dopo la crisi politica e legate al movimento pro-democrazia.

Figura centrale

 Aung San Suu Kyi è da anni una delle figure più controverse e centrali della politica del Myanmar. Premio Nobel per la Pace nel 1991, è stata a lungo simbolo della transizione democratica del Paese e della resistenza alla giunta militare. Dopo il colpo di Stato del 2021 che ha rovesciato il governo eletto, è stata arrestata dall’esercito e rimossa dal ruolo politico che ricopriva. Da allora è rimasta in stato di detenzione, con accuse che vanno dalla corruzione alla violazione di norme di sicurezza nazionale, in un processo ampiamente contestato a livello internazionale in cui si era vista arrivare una condanna di 33 anni. 

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