Monaco, Rubio all'Ue: "I nostri destini sono intrecciati, siamo pronti a un futuro insieme"
Il segretario di Stato Usa cambia rotta rispetto al discorso tenuto sullo stesso palco lo scorso anno dal vicepresidente J.D.Vance, secondo cui l'Europa aveva smarrito i suoi valori. Intanto il Regno Unito si prepara a dispiegare un gruppo di portaerei nell'Atlantico settentrionale
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Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha allentato la tensione tra i partner occidentali: dal suo discorso sul palco della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco è emersa una visione positiva dell'Unione europea, in cui i 27 Stati membri sono stati invitati a ritrovare i motivi per collaborare e rendere ancora più forte l'alleanza con gli Usa, sancita non solo da trattati, ma anche da valori comuni. "Gli Stati Uniti d'America si assumeranno ancora una volta il compito del rinnovamento e della ricostruzione, guidati dalla visione di un futuro orgoglioso, sovrano e vitale quanto il passato della nostra civiltà. E sebbene siamo pronti, se necessario, a farlo da soli, preferiamo e speriamo di farlo insieme a voi, i nostri amici qui in Europa", ha commentato dopo aver elencato una serie di errori che, a suo dire, l'Occidente avrebbe compiuto nei decenni scorsi. Un discorso inaspettato per molti europei, viste le diverse minacce e accuse arrivate durante questo secondo mandato alla Casa Bianca dal presidente Donald Trump e dopo che lo scorso anno il suo vice, J.D. Vance, aveva rimproverato al Vecchio Continente di aver "smarrito i propri valori".
Il discorso di Rubio
"Facciamo parte di un'unica civiltà, la civiltà occidentale. Siamo legati gli uni agli altri dai legami più profondi che le nazioni possano condividere, forgiati da secoli di storia comune, fede cristiana, cultura, patrimonio, lingua, ascendenza e dai sacrifici che i nostri antenati hanno fatto insieme per la civiltà comune in cui ci siamo trovati", ha sottolineato Rubio. "È stato qui, in Europa, che sono nate le idee che hanno piantato i semi della libertà che ha cambiato il mondo. È stato qui in Europa, che sono nati lo stato di diritto, le università e la rivoluzione scientifica. È stato questo continente a produrre il genio di Mozart e Beethoven, di Dante, Shakespeare, di Michelangelo e Leonardo Da Vinci, dei Beatles e dei Rolling Stones. E questo è il luogo in cui le volte della Cappella Sistina, le imponenti guglie del Duomo di Colonia, testimoniano non solo la grandezza del nostro passato" ma "prefigurano anche le meraviglie che ci attendono nel futuro", ha continuato.
"Solo se siamo senza rimorsi per la nostra eredità e orgogliosi di questa eredità comune potremo iniziare insieme a immaginare e plasmare il nostro futuro economico e politico". Se noi "americani a volte possiamo sembrare un po' diretti e pressanti" - ha ammesso -, se "il presidente Trump esige serietà e reciprocità dai nostri amici qui in Europa è perché ci teniamo profondamente. Teniamo profondamente al vostro futuro e al nostro. E se a volte non siamo d'accordo, i nostri disaccordi nascono dal nostro profondo senso di preoccupazione per un'Europa con cui siamo legati, non solo economicamente, non solo militarmente, siamo legati spiritualmente e siamo legati culturalmente".
E poi, l'appello: "Vogliamo che l'Europa sia forte. Crediamo che l'Europa debba sopravvivere. Perché le due grandi guerre del secolo scorso ci hanno ricordato costantemente che, in ultima analisi, il nostro destino è e sarà sempre intrecciato al vostro, il destino dell'Europa non sarà mai irrilevante per il nostro". In sostanza, ha concluso il segretario di Stato statunitense, "in un'epoca di titoli che annunciano la fine dell'era transatlantica, sia chiaro che questo non è quello che vogliamo", ha scandito il segretario di Stato.
La reazione dei leader europei
Il discorso è stato accolto con un sospiro di sollievo dai leader europei, che hanno più volte applaudito mentre il segretario di Stato Usa parlava dal palco. Per Rubio è arrivata anche una standing ovation quando ha ricordato i sacrifici dei Paesi alleati in Afghanistan, forse per rimediare alle parole provocatorie di Trump che insinuava che gli alleati della Nato fossero rimasti indietro durante la missione nel Paese. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si è detta "molto rassicurata dal discorso del segretario di Stato, è un buon amico, un forte alleato. Sappiamo che nell'amministrazione americana alcuni hanno toni più duri su queste questioni, ma il segretario di Stato è stato molto chiaro quando ha detto "Noi vogliamo una Europa forte nell'alleanza" e questo è quello su cui stiamo lavorando intensamente nell'Ue". Von der Leyen si è poi detta "totalmente allineata a Rubio quando parla di un'Europa forte, ma ora dobbiamo lavorare per costruire un'Europa forte e indipendente, che sia un alleato forte nella Nato".
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato di "un discorso molto positivo" che "ribadisce l'importanza delle relazioni transatlantiche", che sono "parte del Dna sia dell'Europa sia degli Stati Uniti". Il ministro non ha mancato di far sapere all'alleato Usa il suo apprezzamento nei confronti del tentativo di aggiustare il tiro sulla questione dell'Afghanistan: "È stato importante anche il riconoscimento del sacrificio dei militari italiani ed europei e degli altri paesi della Nato durante la guerra in Afghanistan questo è stato un bel segnale. Mi pare - ha concluso - che il discorso di Rubio non faccia altro che rafforzare le relazioni tra Europa e Stati Uniti, nel quale noi crediamo fortemente". Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è detto certo della forza dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa: "Durano da oltre 70 anni e quindi anche quando sembra che ci siano degli screzi è come quando in casa si discute con la moglie, poi dopo ci si riappacifica e si continua la strada insieme". L'alleanza atlantica "è la base della pace nel mondo, è la base della libertà nel mondo ed è sicuramente una delle organizzazioni da conservare e da rafforzare proprio perché i suoi scopi sono sempre stati di stabilizzare, di preservare la pace, di cercare di preservare la democrazia e il diritto internazionale e mai ne abbiamo avuto bisogno come in questo momento".
Von der Leyen vuole un riavvicinamento con Londra
Più tiepido il giudizio del ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot. Pur apprezzando diversi passaggi del discorso, Barrot si dimostra convinto della necessità di proseguire verso la strada dell'indipendenza della Francia dagli Usa, sottolineando che Parigi - "a prescindere dai discorsi che ascoltiamo alla Conferenza di Monaco, per quanto possano essere brillanti" - "non cambierà la propria strategia" volta a rafforzare l'Europa. "Era il discorso che mi aspettavo", ha invece commentato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul. "Sappiamo che è un vero partner".
"A 10 anni dalla Brexit, il nostro futuro è più legato che mai", sostiene la presidente della Commissione Ue, che - intervenendo alla Conferenza di Monaco - ha sottolineato la necessità di avere alleanze sempre più forti con i propri partner, a partire dal Regno Unito. "Ciò che dobbiamo fare ora è formalizzare gli inizi ad hoc delle nuove collaborazioni in materia di sicurezza. Questo processo inizia ovviamente collaborando con i nostri partner più vicini, come il Regno Unito, la Norvegia, l'Islanda o il Canada. L'Unione europea ha ora una gamma completa di partenariati in materia di difesa e sicurezza con paesi di tutto il mondo. Vogliamo aumentare la nostra offerta a molti di questi partner fondamentali. Ciò significa che, in questo momento di forte instabilità, l'Europa e in particolare il Regno Unito dovrebbero avvicinarsi maggiormente in materia di sicurezza, economia o difesa delle nostre democrazie". È, quindi, "nel nostro interesse comune essere ambiziosi riguardo al nostro partenariato. Perché l'Unione, il Regno Unito e, di fatto, tutta l'Europa sono sulla stessa barca e resteremo sempre uniti", ha aggiunto von der Leyen.
Dichiarazione che sembra trovare d'accordo il primo ministro britannico, Keir Starmer: "Non siamo più la Gran Bretagna degli anni della Brexit. Perché sappiamo che, in tempi pericolosi, non potremmo assumere il controllo chiudendoci in noi stessi, ma lo cederemmo, e io non lascerò che ciò accada. Non c'è sicurezza britannica senza l'Europa, né sicurezza europea senza la Gran Bretagna. È questa la lezione della storia, ed è anche la realtà di oggi".
Il Regno Unito è pronto a dispiegare la sua flotta
Riavvicinamento che pare essere già in corso: proprio durante la conferenza di Monaco, Starmer ha annunciato che quest'anno il Regno Unito dispiegherà nell'Atlantico settentrionale e nelle regioni dell'estremo nord il proprio gruppo di attacco di portaerei, cioè il "carrier strike group", "che opererà insieme agli Stati Uniti, al Canada e ad altri alleati della Nato". Si tratta di "una potente dimostrazione del nostro impegno per la sicurezza euro-atlantica", ha commentato il premier britannico. Il "carrier strike group" è una formazione internazionale di navi da guerra della Royal Navy composta da una portaerei, 40 aerei, una fregata, un cacciatorpediniere, un sottomarino e una nave da rifornimento. Per quanto imponente, però, il gruppo che sarà guidato dalla Hms Prince of Wales - la nave ammiraglia della Royal Navy - non può competere con la flotta statunitense, nella quale ci sono diverse cacciatorpediniere, fregate e fino a 70 aerei.
