Iran, i numeri delle proteste
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Il tycoon su Truth: "Chi uccide e abusa pagherà un prezzo altissimo". Mosca: "Ricatti sfacciati da parte degli Stati Uniti"
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Il presidente statunitense Donald Trump lancia un appello ai manifestanti da ormai due settimane protagonisti delle proteste in Iran. "Patrioti iraniani continuate a manifestare e prendete il controllo delle istituzioni", l'esortazione dell'inquilino della Casa Bianca sul suo social Truth che assicura: "L'aiuto è in arrivo. Salvate i nomi di chi uccide e abusa, pagheranno un prezzo alto. Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani". Sempre su Truth, il tycoon aveva annunciato che "con effetto immediato, qualsiasi Paese che faccia affari con la Repubblica islamica dell'Iran pagherà dazi del 25% su tutte le attività commerciali svolte con gli Usa".
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La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che "le minacce di Washington di lanciare nuovi attacchi militari contro l'Iran sono categoricamente inaccettabili. La Russia - aggiunge Zakharova, citata dalla Tass -respinge i tentativi sfacciati di ricattare i partner stranieri dell'Iran aumentando i dazi commerciali". Un nuovo attacco americano nella Repubblica islamica "avrebbe conseguenze disastrose per la sicurezza in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale", si legge in un comunicato sul sito del dicastero dove si accusano "forze straniere ostili all'Iran di sfruttare le crescenti tensioni sociali per destabilizzare e distruggere il Paese".
Il Dipartimento di Stato americano e l'Ambasciata virtuale di Teheran hanno emesso un avviso urgente ai cittadini statunitensi in Iran, invitandoli a "partire immediatamente", a causa dell'intensificarsi delle proteste in tutto il Paese, delle violenze e del blocco di internet. L'avviso è stato diffuso lunedì, mentre l'Iran entrava nella terza settimana di manifestazioni antigovernative, con centinaia di morti e migliaia di arresti, secondo quanto riportato da gruppi per i diritti umani e organi di stampa.
E L'Iran ha interrotto l'accesso a internet l'8 gennaio perché erano cominciate "operazioni terroristiche" durante le proteste legate inizialmente a rivendicazioni economiche, ha dichiarato il ministro degli Esteri ad Al Jazeera. "Il governo stava dialogando con i manifestanti. Internet è stato interrotto solo quando ci siamo trovati di fronte a operazioni terroristiche e ci siamo resi conto che gli ordini provenivano dall'estero", ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. I difensori dei diritti umani hanno accusato la Repubblica Islamica di aver interrotto l'accesso a internet per nascondere una repressione che, a loro dire, ha causato centinaia, se non migliaia, di morti.
Le telefonate internazionali sono riprese in Iran dopo essere state bloccate per giorni, a causa delle manifestazioni in corso nella Repubblica Islamica. Lo constatano i media internazionali. Da venerdì era impossibile effettuare chiamate all'estero. Internet rimane bloccato, secondo il monitor Netblocks.
Sarebbero almeno 12 mila le persone morte nelle proteste registrate in Iran nelle ultime due settimane. E' quanto emerso da un'analisi dell'emittente di opposizione iraniana con sede a Londra "Iran international" sulla base di diverse fonti, tra cui due nell'ufficio presidenziale e una vicina al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, oltre a resoconti provenienti dall'interno del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell'Iran (Irgc, i pasdaran), da testimonianze oculari di familiari e amici delle vittime e da resoconti medici. Secondo l'emittente la maggior parte delle vittime aveva meno di 30 anni.
L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha dichiarato di essere "inorridito" dalla "repressione" delle proteste in Iran. "L'uccisione di manifestanti pacifici deve cessare ed è inaccettabile etichettare i manifestanti come 'terroristi' per giustificare la violenza contro di loro", ha affermato in una nota.
Farnesina - Intanto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha convocato l'ambasciatore iraniano Mohammad Reza Sabouri alla Farnesina. L'incontro, previsto per martedì 13 gennaio alle 17:30, è stato annunciato durante un'informativa parlamentare sulla situazione in Venezuela e in Iran. "In questi giorni le donne e gli uomini dell'Iran si stanno battendo nelle strade, nelle piazze, pagando un altissimo prezzo di sangue, di sofferenze, di carcerazione e probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile", ha aggiunto Tajani. "Noi abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta attenta a tutelare gli interessi nazionali e non far venire meno le ragioni del dialogo, sempre importante anche con regimi lontanissimi da noi, ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini", ha concluso.