Continuano le trattative con gli Usa

L'Iran convoca gli ambasciatori Ue: "Pasdaran terroristi? Un insulto, reagiremo"

A quattro giorni dalla mossa dell'Unione europea, Teheran reagisce: "È il minimo". Intanto lavora a un tavolo negoziale con gli Stati Uniti

02 Feb 2026 - 10:23
 © Ansa

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Teheran ha convocato gli ambasciatori dei Paesi dell'Ue dopo che giovedì 29 gennaio i ministri degli Esteri hanno designato ufficialmente la Guardia rivoluzionaria iraniana - cioè i Pasdaran - come "organizzazione terroristica". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei: "Questa è la minima azione dell'Iran, ma stiamo studiando altre opzioni per reagire. Le rispettive organizzazioni decideranno sulle opzioni nei prossimi giorni". Ha poi aggiunto: "La designazione è stata un insulto e un errore strategico. Se l'Unione europea pensa che questa mossa sia un atto di adulazione nei confronti degli Usa e del regime sionista, si sbaglia di grosso".

La reazione iraniana

 La prima risposta di Teheran in realtà non si era fatta attendere così tanto. Già il 30 gennaio, infatti, il segretario del Supremo consiglio di sicurezza dell'Iran aveva annunciato: "Gli eserciti dei Paesi coinvolti nella recente risoluzione dell'Ue contro il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica sono considerati terroristi. Le conseguenze ricadranno sui Paesi europei che hanno adottato tali misure". 

Le trattative tra Iran e Usa: "Stiamo definendo un processo diplomatico"

 Intanto l'Iran continua a portare avanti dietro le quinte i contatti con gli Stati Uniti, nella speranza di raggiungere a un accordo che stabilizzi le tensioni delle ultime settimane e scongiuri un possibile attacco militare. Trattative che, almeno al momento, non hanno ancora trovato una forma ben definita: "Dobbiamo valutare vari aspetti della questione. I paesi della regione, giustamente preoccupati per l'attuale situazione, stanno sinceramente cercando di svolgere un ruolo positivo e svolgono il ruolo di mediatori per trasmettere il messaggio", ha detto il portavoce del ministro degli Esteri. "Attualmente siamo nella fase di revisione e definizione dei dettagli di un processo diplomatico che speriamo possa concretizzarsi in futuro, comprese le modalità di svolgimento del lavoro e il quadro di riferimento menzionato".

La minaccia dell'ayatollah: "Attacco Usa? Sarebbe guerra regionale"

 "Gli statunitensi dovrebbero sapere che se vogliono iniziare una guerra, questa volta la guerra sarà regionale", ha ricordato l'ayatollah Ali Khamenei in un discorso alla vigilia del 47esimo anniversario della Rivoluzione islamica, che ha portato al potere l'imam Khomeni nel 1978. "Gli statunitensi hanno minacciato che tutte le opzioni erano sul tavolo, compresa quella della guerra. L'Iran non vuole attaccare nessun altro Paese ma risponderà in maniera ferma a chiunque attaccherà o colpirà il Paese"