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Ultimo aggiornamento: 7 minuti fa

Guerra in Medio Oriente

Iran, nuovi attacchi americani nella notte | Teheran risponde colpendo basi Usa in Kuwait e Bahrein | Commando statunitense "Centrati oltre 80 obiettivi"

Ghalibaf: "L'era del bullismo e dell'estorsione è finita. Non porta da nessuna parte. Non ci pieghiamo"

08 Lug 2026 - 07:21
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Gli attacchi degli Stati Uniti contro l'Iran, conseguenza della "violazione del cessate il fuoco" da parte della Repubblica islamica - come è stato definito dal Centcom - hanno innescato una nuova ripresa delle ostilità in Medio Oriente. I pasdaran hanno dichiarato di aver colpito decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta agli attacchi americani, secondo un comunicato diffuso dall'emittente statale Irib. "In una prima risposta a questa aggressione, la Marina e le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno condotto un'operazione con missili e droni, colpendo 85 installazioni militari statunitensi chiave" nei due Paesi, e abbattendo un drone MQ-9, si legge nel comunicato. Poco prima, il Comando delle Forze armate degli Stati Uniti aveva annunciato di aver completato l'offensiva contro Teheran, colpendo oltre 80 obiettivi: "Le forze statunitensi hanno colpito i sistemi di difesa aerea iraniani, le reti di comando e controllo, le postazioni radar costiere, le capacità missilistiche antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nello stretto e nelle sue vicinanze - si legge nel post su X - al fine di indebolire la capacità dell'Iran di continuare ad attaccare il commercio internazionale che transita attraverso il corridoio commerciale internazionale". 

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Le reazioni

 A fronte di questi continui raid incrociati, il ministero degli Esteri del regime ha dichiarato che gli Usa hanno ripetutamente violato il memorandum d'intesa concordato e ha avvertito che "ci saranno ritorsioni" in seguito ai raid di Washington a Hormuz. Attacchi che, secondo la testata Axios, sarebbero stati quattro o cinque volte superiori, per portata e per potenza, rispetto a quelli di fine giugno. A ordinarne l'esecuzione, riporta ancora il quotidiano Usa, sarebbe stato lo stesso Donald Trump, mentre si trovata in Turchia peril vertice Nato. "L'Iran lancia un serio avvertimento sulle conseguenze della violazione del trattato da parte degli Stati Uniti e adotterà misure decisive per proteggere i propri interessi e la sicurezza nazionale", ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata su Telegram da Irib News. Secondo gli Ayatollah, gli Stati Uniti avrebbero violato anche l'articolo 10 del memorandum d'intesa firmato il 18 giugno, dopo la decisione del dipartimento del Tesoro statunitense di revocare la deroga temporanea alle sanzioni sulle esportazioni di petrolio iraniano. Intanto, nonostante i raid Usa, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha lasciato l'Iraq - dove si trovava in visita - ed è rientrato a Teheran dopo aver partecipato a Najaf ai funerali dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei.

Nel frattempo, il Bahrein ha condannato gli attacchi iraniani contro tre petroliere di Arabia Saudita e Qatar, in transito nello Stretto, che hanno innescato la rappresaglia statunitense, bollandola come una "grave violazione del diritto internazionale". E proprio in Bahrein, nella notte, "è suonata la sirena" d'allarme, come riportato nel testo di un post su X del ministero dell'Interno. "Si invitano i cittadini e i residenti a mantere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino". Secondo quanto dichiarato da un funzionario statunitense alla Cnn, gli attacchi di Washington contro la Repubblica islamica sono una "diretta conseguenza degli atti di terrorismo internazionale perpetrati dall'Iran", aggiungendo che Teheran era consapevole delle conseguenze delle proprie azioni e che i raid non si concluderanno a breve. "L'era del bullismo e dell'estorsione è finita. Non porta da nessuna parte. Non ci pieghiamo", ha scritto in un post sul suo profilo X, Mohammad Bagher Ghalibaf presidente del parlamento iraniano. Intanto, il Comando Centrale delle Forze armate della Repubblica islamica ha dichiarato in un comunicato che "l'Iran non permetterà alcuna interferenza nella gestione e negli affari relativi allo Stretto di Hormuz, in nessuna circostanza", aggiungendo che "le cerimonie funebri del defunto leader Ali Khamenei e la partecipazione del popolo hanno rappresentato un'umiliante sconfitta per l'arroganza globale e i criminali Stati Uniti", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'Irna.

Petrolio in rialzo

 I prezzi del petrolio statunitense sono saliti di quasi il 3% nelle prime contrattazioni di mercoledì sulle piazze asiatiche, estendendo i rialzi della seduta precedente, dopo che i nuovi attacchi militari a Hormuz hanno riacceso i timori di un'escalation nel Golfo. Il greggio West Texas Intermediate (Wti) è salito del 2,8% a 72,39 dollari al barile. Secondo il Qatar, tra le imbarcazioni colpite figura la metaniera qatariota Al Rekayyat, mentre fonti della sicurezza marittima riferiscono che è stata danneggiata anche la superpetroliera saudita Wedyan. Gli episodi hanno alimentato i timori di interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, cruciale per il commercio mondiale di petrolio.

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