Caos per il virus

Ebola in Congo: abitanti danno fuoco per protesta a un ospedale da campo

Volevano recuperare il corpo di un amico per la sepoltura ma gli è stato impedito. Le autorità: "Tutti i corpi devono essere sepolti secondo le norme".

22 Mag 2026 - 10:07
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Situazione sempre più difficile in Congo a causa del virus Ebola. Nelle ultime ore alcuni residenti hanno dato fuoco a un centro di cura a Rwampara, nella zona orientale del Paese, dopo che era stato loro impedito di recuperare il corpo di un uomo del posto.

Ebola in Congo: abitanti danno fuoco per protesta a centro di cura

 Secondo un testimone che ha parlato con l'agenzia di stampa Associated Press, si trattava di alcuni giovani che hanno protestato mentre cercavano di recuperare il corpo di un amico, apparentemente morto di ebola. 

"La polizia è intervenuta per cercare di calmare la situazione, ma purtroppo senza successo", ha raccontato uno studente del posto, "i giovani hanno finito per dare fuoco al centro. Questa è la situazione".

Un giornalista di Ap ha visto delle persone irrompere nel centro e dare fuoco agli oggetti all'interno e anche a quello che sembrava essere il corpo di almeno una vittima sospetta di ebola che era conservato lì. Gli operatori umanitari sono fuggiti dal centro di cura.

Operatori sanitari in difficoltà

 L'incendio riflette le difficoltà degli operatori sanitari nel cercare di frenare l'epidemia ricorrendo a misure rigorose che si scontrano con le usanze locali, come i riti funebri. I corpi di chi muore di ebola infatti possono essere altamente contagiosi e portare a un'ulteriore diffusione, in particolare se le persone preparano i corpi per la sepoltura e si riuniscono per i funerali. Il pericoloso lavoro di seppellire le presunte vittime dell'epidemia viene quindi gestito, dove possibile, dalle autorità, il che può suscitare proteste da parte delle famiglie e degli amici delle vittime.

Il vice commissario capo Jean Claude Mukendi, capo del dipartimento di pubblica sicurezza della provincia di Ituri, ha affermato che i giovani non avevano compreso i protocolli per la sepoltura. 

"La sua famiglia, gli amici e altri giovani volevano portare il corpo a casa per il funerale, anche se le istruzioni delle autorità durante questa epidemia di ebola sono chiare", ha detto Mukendi, "tutti i corpi devono essere sepolti secondo le norme".

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