Il governo spagnolo apre gli archivi dell'intelligence sull'arrivo in massa di migranti a Ceuta. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla desecretazione delle informazioni raccolte dal Centro nazionale di intelligence (Cni) e dal Centro di intelligence delle Forze armate sugli ingressi nell'exclave spagnola in Nord Africa. Ad annunciarlo è stata la portavoce dell'esecutivo e ministra per l'Inclusione, la Previdenza sociale e le Migrazioni, Elma Saiz. La decisione, ha spiegato, rappresenta "un altro passo avanti nel nostro impegno di massima trasparenza e per il diritto dei cittadini di ricevere tutte le informazioni".
Circa 40 rapporti
La desecretazione era stata anticipata dal premier Pedro Sanchez alla Camera. L'obiettivo è rendere accessibili i rapporti della polizia e dei servizi di intelligence e verificare, tra l'altro, quali eventuali avvertimenti fossero arrivati alle autorità prima dell'ondata migratoria. Tra il 30 e il 31 luglio oltre 72mila persone hanno raggiunto Ceuta. Secondo i dati ufficiali, circa il 90% è successivamente rientrato in Marocco. Da mercoledì 9 settembre sul sito della Moncloa (sito ufficiale dell'esecutivo di Madrid) saranno disponibili "tutti i documenti" in possesso del governo, ha assicurato Saiz. Si tratta di circa 40 rapporti, ai quali potranno aggiungersene altri qualora emergesse nuova documentazione. "Non abbiamo nulla da nascondere", ha affermato la portavoce.
L'appello all'Ue
Intanto il presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas, ha chiesto all'Unione europea di riconoscere uno status speciale a Ceuta e Melilla, considerate le uniche frontiere terrestri dell'Ue in Africa. Intervenendo al Parlamento europeo, Vivas ha sollecitato un "trattamento specifico" e una presenza permanente dell'Unione nelle due città, anche attraverso Frontex e l'Agenzia europea per l'asilo. Ha inoltre chiesto maggiori risorse per rafforzare le infrastrutture di frontiera.
