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Turchia, fallisce il golpe dei militari: Erdogan riprende il potere, il popolo festeggia per le strade

Il presidente è tornato a Istanbul dopo il tentato colpo di Stato: "Il governo è in carica". Quasi 300 morti e 3mila soldati arrestati. Lʼesecutivo pensa alla pena di morte

Jet a bassa quota, militari che tentano di disarmare la polizia che, tuttavia, resiste. E ancora caccia contro elicotteri, spari fuori dal Parlamento di Ankara, carri armati sul Bosforo a Istanbul. Ma il colpo di Stato organizzato da parte dell'esercito turco non riesce. Il presidente Erdogan, dopo una breve fuga in aereo, invita il popolo a ribellarsi e riconquista il potere. Si chiude così la notte più lunga della recente storia della Turchia.

Turchia, fallito il golpe: a Istanbul si festeggia per le strade

Scene di giubilo, con tanto di bandiera turca al vento, a Istanbul dopo il fallimento del tentativo di colpo di Stato contro il presidente Recep Tayyip Erdogan. Centinaia di persone hanno occupato le postazioni sul Bosforo utilizzate dai golpisti nella notte tra venerdì e sabato.

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Quasi 300 vittime, sfiorata la guerra civile - L'ordine, non senza fatica, viene ripristinato. E si iniziano a contare i morti: il bilancio provvisorio è drammatico. Si parla di circa 300 morti. Secondo il generale Umit Dundar hanno perso la vita 41 poliziotti, 2 soldati, 47 civili e 104 golpisti. Secondo il premier i numeri sono ancora più alti: 161 morti senza considerare i 104 golpisti rimasti uccisi. Arrestati quasi 3mila militari. E il Paese sfiora la guerra civile.

Erdogan riprende il potere - Tornato a Istanbul, il presidente si concede piu di un bagno di folla nella zona dell'aeroporto. Acclamato da migliaia di sostenitori, che saluta con il gesto della rabia mutuato dai Fratelli musulmani, Erdogan ringrazia il suo popolo per averlo sostenuto scendendo in piazza nonostante il coprifuoco imposto dai militari, mentre una folla festante sventola bandiere turche e inneggia ad Allah.

La caccia ai golpisti - Subito dopo comincia la caccia ai golpisti e oltre 1.500 militari vengono arrestati. Il presidente non ha dubbi: la mente dietro il golpe è il suo ex alleato, diventato nemico numero uno, l'imam e magnate auto-esiliatosi in Usa, Fethullah Gulen. Il quale, però, in un comunicato condanna il tentativo di golpe, giurando di esserne estraneo: "Per qualcuno come me che ha sofferto sotto diversi colpi di Stato militari nelle ultime cinque decadi, è particolarmente offensivo essere accusato di avere legami con un tentativo del genere".

Il governo non esclude la reintroduzione della pena di morte per punire i golpisti.

Il day after - Alle prime luci dell'alba, la Turchia si sveglia ancora in stato d'assedio. L'emittente statale Trt e la tv privata Cnn Turk, entrambe occupate e poi abbandonate nella notte dai putchisti, mostrano le immagini dei soldati che si arrendono sul ponte del Bosforo, chiuso al traffico. Vicino a loro, i sostenitori di Erdogan festeggiano sopra i tank. In mattinata, ancora scontri armati vengono segnalati in diverse zone della città. Ma si tenta di tornare alla normalità: l'aeroporto Ataturk riprende a funzionare regolarmente. La Turchia sembra avere fretta di chiudere i conti con la sua lunga notte d'inferno. Il premier Binali Yildirim lancia un appello a tutti i deputati, chiedendo di presentarsi ad Ankara per una seduta straordinaria del Parlamento.

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