Le sbarre, i corridoi del carcere. E le parole sarcastiche di un ministro del governo israeliano: "Ecco cosa succede a chi sostiene i terroristi". Poche ore dopo il video di Itamar Ben Gvir, accolto con sdegno dall'Ue e da Roma, la titolare dei Trasporti - nonché membro del Gabinetto di sicurezza - Miri Regev ha rincarato la dose di sbeffeggiamenti ai danni degli attivisti della Flotilla: "Quelli che arrivano sentono in loop "HaTikvah" (l'inno israeliano, ndr), affinché capiscano cosa accade a chi arriva in questo modo nello Stato di Israele".
L'ironia sugli attivisti: "Arrivano ubriachi, devono stare in prigione"
Tra un carcere e il porto, Regev attacca frontalmente gli attivisti con un video pubblicato su X: "Ecco che arriva un altro gruppo, 140 sostenitori dei terroristi. Vi assicuro che non hanno portato alcun aiuto umanitario, non hanno nulla a che fare con gli aiuti umanitari. Arrivano ubriachi, sostenitori del terrorismo, per cercare di colpire la sovranità dello Stato di Israele e di violare il blocco navale. I sostenitori dei terroristi devono andare in prigione".
L'elogio ai soldati israeliani: "Mandano i terroristi dove meritano"
"Li rimanderemo ovviamente indietro nei loro Paesi", ha concluso la ministra israeliana. "Voglio elogiare le combattenti e i combattenti della Marina, il comandante della Marina, che hanno fatto un lavoro eccezionale nel prendere il controllo in alto mare e naturalmente alla polizia di Israele, alle agenti e agli agenti e al servizio penitenziario, che qui stanno facendo un ottimo lavoro, espellendo i sostenitori dei terroristi e portandoli dove devono stare: nei centri di detenzione".
