Aspettando la Jewelry Week

Roma: in mostra i gioielli di Ivan Barbato

Opening exhibition venerdì 5 maggio alla Galleria Incinque Open Art Monti

03 Mag 2023 - 06:00
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© Ufficio stampa  |  Il medaglione di Ivan Barbato, “Sulle orme del tempo”
© Ufficio stampa  |  Il medaglione di Ivan Barbato, “Sulle orme del tempo”
© Ufficio stampa  |  Il medaglione di Ivan Barbato, “Sulle orme del tempo”

© Ufficio stampa |  Il medaglione di Ivan Barbato, “Sulle orme del tempo”

© Ufficio stampa |  Il medaglione di Ivan Barbato, “Sulle orme del tempo”

Per l’appuntamento con Roma Jewelry Week occorre attendere fino a ottobre, ma da venerdì 5 a domenica 7 maggio è possibile ammirare i gioielli di Ivan Barbato, artista premiato durante la seconda edizione della kermesse: l’artista, con il suo gioiello “Sulle orme del tempo” è stato insignito del Premio Incinque Jewels 2022 avente come tema “Grand Tour – i colori del viaggio”. Il pubblico ha la possibilità di ammirare le sue opere nella personale intitolata “Sulle orme della materia”, presso la galleria Incinque Open Art Monti, con la curatela dell’architetto Monica Cecchini.

L’esposizione di Barbato parte con gioielli che celebrano l’Antica Roma, fino ad arrivare all’Art Nouveau. La mostra propone i gioielli della collezione “Infinity”, opere che rimandano allo stile liberty o che richiamano il Rinascimento fiorentino. Una mostra che esprime un connubio perfetto tra storia e arte orafa, nella cornice offerta dalla galleria Incinque Open Art Monti, location che esprime insieme la grande passione per i mosaici romani e l’interesse per la Città Eterna. L’opening è in calendario venerdì 5 maggio alle ore 18.30: in occasione del vernissage, l’artista, accompagnato dalla curatrice Cecchini, inaugura il suo percorso espositivo svelando il gioiello vincitore. 

Spiega Barbato, parlando del suo medaglione: “Ammirandolo, si rivive l’eccellenza del Rinascimento fiorentino grazie alla peculiarità della tecnica del traforo applicata al metallo e alla raffinata decorazione ottenuta su di essa dall'incisione a bulino; il tutto in perfetta sinergia con un micromosaico in marmo che ricorda gli antichi pavimenti romani e una figura mitologica figlia dell’antica civiltà greca, culla della cultura mediterranea”. La creatività dell’artista lombardo si esprime come in un viaggio nella storia, nell’incontro tra tradizione e innovazione, supportato dalla scenografia della galleria che lo ospita. Spiega ancora Barbato: “I miei gioielli sono eseguiti in modo del tutto artigianale, prestando particolare attenzione alla lavorazione del metallo, alla tecnica del traforo e alla modellazione in cera. Si tratta di creazioni realizzate a mano con gemme di qualsiasi tipo, preziose, semipreziose e non. Il mio mantra è un mix: plasmare ogni pezzo con la sua montatura e un fascino che sappia regalare emozioni nel tempo”. 

La mostra è anticipata da una conferenza, in programma giovedì 4 maggio alle ore 18.30 sul lavoro dell’artista e su alcune tematiche relative. Il meeting è ospitato dal Nobil Collegio degli Orefici, Gioiellieri, Argentieri dell’Alma Città di Roma e vede la partecipazione del Console Camerlengo Aldo Vitali e dell’artista e curatore Claudio Franchi, che parlerà del concetto di “Costruire il valore”. Spiega Franchi: “In un oggetto piccolo per dimensioni come il gioiello esiste una quantità di elementi per i più inimmaginabili; questi costituiscono nella loro somma la costruzione del valore del gioiello stesso, che non si limita ai materiali preziosi utilizzati. Per costruire il valore si rende necessario conoscerli e destreggiarli, al pari della tecnica e dei materiali”

Roma Jewelry Week si propone come obiettivo la valorizzazione del gioiello contemporaneo e del patrimonio artistico, culturale e immateriale della città attraverso i pilastri della condivisione e della collaborazione. Il tema della terza edizione della RJW è “Second Life”; l’obiettivo è quello di approcciare le tematiche contemporanee con uno sguardo riflessivo che non fugga dal presente e riesca a dialogare con il futuro. Guardare al passato non con la fascinazione di una storia mai vissuta ma con la consapevolezza di quanto è stato creato. Non si vuole negare l’uso della tecnologia, ma fare una riflessione sull’utilizzo della stessa, considerando l’esperienza di un mondo immersivo come valore aggiunto a quella fisica.