Nelle Marche

A Gradara il Medioevo prende vita

Tre giorni di spettacoli, rievocazioni e eventi per un tuffo nel passato

17 Lug 2013 - 15:53
 © Ufficio stampa

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A Gradara, in provincia di Pesaro e Urbino, dal 19 al 21 luglio, il medioevo prende vita per tre giorni con “Anno Domini 1445 – Un Anno all’Assedio”, l'evento più atteso e importante dell'estate capace di rievocare la terribile rivolta del 1446.

A GRADARA PER TRE GIORNI “MEDIOEVALI” - L'evento “Anno Domini 1445 – Un Anno all’Assedio” riporta il borgo, dal 19 al 21 luglio, al tempo del medioevo. Botteghe artigianali, spettacoli e personaggi vestiti con abiti del periodo accompagneranno i visitatori alla scoperta di una Gradara del 1445. La sensazione è proprio quella di rivivere la quotidianità di un borgo medioevale. Grazie a percorsi guidati, ci si potrà immedesimare in un armigero di ronda, in un cuoco mentre prepara un gustoso banchetto, un fabbro che forgia una spada o assembla una cotta di maglia, così come provare l'ebrezza di essere addestrato insieme alle guardie, scoprire come venivano preparati  i colori o darsi alla poesia, improvvisando versi in rima con il menestrello di corte. La manifestazione inizierà con lo spettacolo piromusicale, unico nel suo genere, che unirà in un solo evento fuochi d’artificio, figuranti, luci ed effetti speciali, il tutto accompagnato da una coinvolgente colonna sonora. Il programma propone tantissimi spettacoli e divertenti animazioni, ritornano i Clerici Vagantes e le illusioni di Mattia Favaro e tanti giullari e artisti.

IL CASTELLO DI PAOLO E FRANCESCA - Distante pochi chilometri dalla Riviera Romagnola e dalle mondane Gabicce, Cattolica e Riccione, Gradara si identifica con la sua imponente Rocca. Nata nella seconda metà del XII secolo come una semplice torre di guardia per volere della  famiglia De Griffo, ha una storia strettamente legata alla tragica vicenda amorosa di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, celebri protagonisti del V Canto della Divina Commedia.  I due giovani, amanti e adulteri (Francesca era sposata con Gianciotto, fratello di Paolo) vennero uccisi da Gianciotto  e le loro anime vennero condannate a vagare nell'inferno dantesco, nel cerchio dei lussuriosi. Pur non essendoci certezze sul luogo  dove sia realmente avvenuto il duplice omicidio, la leggenda  indica il Castello di Gradara come teatro della tragedia.
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L'antica fortezza sorge su una collina a 142 metri sul livello del mare. Dal mastio, che si innalza per 30 metri, si domina l'intera vallata e si arriva a scorgere il mare Adriatico, a nord, e il monte Carpegna, ad ovest. Due sono le cinte di mura. Furono erette tra il XIII ed il XIV secolo dai Malatesta, i grandi Signori di Rimini, Cesena e Pesaro. La prima cinta sorge a ridosso della rocca ed è caratterizzata da merli guelfi e ghibellini. La seconda, più grande, oltre a racchiudere la rocca, delimita anche il centro storico di Gradara.
L'intera cortina muraria è intervallata da quattordici torri e da una porta fortificata con gli stemmi degli Sforza, dei Della Rovere e dei Farnese. Insieme al mastio, elemento importante della struttura è il "castellare", residenza signorile con splendide stanze dislocata nell'ala della rocca e in un'ala porticata del cortile. In occasione del matrimonio con Lucrezia Borgia, Francesco Sforza fece invece aggiungere due ali al cortile interno e una grande scala per accedere alle sale del piano nobile, tutte elegantemente affrescate e arredate. 
Notevoli sono gli affreschi di Amico Aspertini, da Bologna, e la preziosa pala in terracotta invetriata di Andrea Della Robbia, risalente al 1480 circa. In una sala della rocca è inoltre custodita  la pala d'altare (1484) di Giovanni Santi, padre del grande Raffaello, in cui viene rappresentato il primo modello iconografico di Gradara. Nella pinacoteca comunale qui allestita, si possono invece ammirare opere di Bartolomeo Vivarini, Gian Giacomo Pandolfi e Benedetto Coda.
Per maggiori informazioni sull'evento: www.gradara.org