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Tra cedri e cipolle, viaggio goloso in Calabria

La punta dello Stivale è stata consacrata quale meta ideale per l’estate 2018

Circondata dalle limpide acque del Tirreno e dello Ionio, la Calabria è una regione che sorprende per il suo straordinario mare che si infrange tra le coste rocciose che si avvicendano a litoranee sabbiose, per il suo ricchissimo patrimonio storico artistico, per i suoi monti dell’interno e gli amplissimi spazi incontaminati della Sila e del Pollino, per la ricchezza e la varietà dei suoi sapori, unici e inconfondibili.

Tra cedri e peperoncini, viaggio goloso in Calabria

Il New York Times l’ha inserita fra le top destination 2018 del mondo. La fanbase di TravelFool, marketplace del Network Valica, con una community social di oltre 155.000 utenti, ha confermato il primato della Calabria, consacrandola come meta dell’estate 2018. La regione è stata, fra l’altro, citata alla fiera del Turismo di Shangai nella top list della Rough Guides e definita da Mastercard la “perla nascosta d’Europa”. La si può scoprire anche così, seguendo i suoi caratteristici e unici sapori.

La Riviera dei Cedri – Inizia a Tortora, il più settentrionale dei Comuni della Calabria, affacciato sul Golfo di Policastro. Con il bergamotto e le clementine, il cedro è l’agrume più tipico della Calabria, e la sua coltivazione è concentrata sulla costa tirrenica e nel suo entroterra, soprattutto nelle zone di Santa Maria del Cedro, Diamante, Cetraro. La loro caratteristica è di essere di grandi dimensioni (fino a pesare anche alcuni kg), da cui il nome di “cedroni”. Utilizzati per produrre sciroppi e liquori, le loro scorze vengono candite e profumano cassate e panettoni. Le foglie, pure profumate, aromatizzano fichi e i tradizionali “panicilli”, panetti di uvetta avvolta nelle foglie e appassiti in forno. Per gli ebrei il cedro è frutto sacro: perciò in estate i rabbini, da tutto il mondo, si danno appuntamento a Santa Maria del Cedro per selezionare direttamente dagli alberi i migliori per la Festa delle Capanne (Sukkoth).

Diamante capitale del peperoncino - Nota anche come il “Giardino dei cedri “, per le coltivazioni di questo profumato agrume, Diamante è un incantevole borgo marinaro e frequentato centro balneare. Otto km di spiaggia, mare cristallino, i vicoli allegramente colorati da oltre 150 murales di pittori e artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo, è sede dal 1994 dell’Accademia del peperoncino, che ogni anno organizza in settembre il Festival del peperoncino, che quest'anno comincerà il 5 settembre: cinema, arte, musica, spettacoli di strada e tanta gastronomia, in cui l’oro rosso la fa da padrone. Da non perdere una passeggiata sul lungomare, gustando gli aromatici gelati al cedro della Gelateria Mimì, insegna storica. A Maierà, una decina di km a nord est di Diamante, il palazzo ducale ospita il Museo del peperoncino.

Belvedere Marittimo - Altra località nota per la lavorazione dei cedri, Belvedere Marittimo - dominato dalla mole del castello normanno, rifatto nel 1490 dagli Aragona - conserva un’atmosfera antica e raccolta. Ai suoi piedi, sulla costa del Tirreno, si trova Marina di Belvedere, nota località di vacanze estive, con una lunga spiaggia, l’elegante lungomare, il mare cristallino.

Altomonte Città del pane – Da Belvedere Marittimo va fatta  una deviazione verso l’entroterra, meta Altomonte, un luogo  da visitare, dove si sono mantenute intatte architetture, tradizioni, gastronomia. Borgo più Bello d’Italia, Città del Pane e Città Slow, Altomonte – che Plinio citava per la produzione di vini pregiati - è arroccato su un’altura, da cui si gode una splendida vista. Una tappa del gusto imperdibile.

Pizzo Calabro città del dolce tartufo - Tornati sulla costa, il nostro viaggio gourmand prosegue verso sud e la prima tappa è Pizzo Calabro, con 9 km di apertura alare sulla spiaggia sabbiosa (più a sud diventa anche rocciosa con calette, scogli e una bellissima Grotta Azzurra), è rinomata in tutto il mondo per il suo delizioso tartufo gelato, una semisfera alla nocciola con cuore di cioccolato fondente. Altro esclusivo vanto del luogo è la Chiesa di Piedigrotta, scavata nel ‘600 nella roccia arenaria da sopravvissuti naufraghi napoletani. Gli scultori locali Angelo e Alfonso Barone, padre e figlio, alla fine dell’800 relizzarono nel tufo della chiesa gruppi di statue incredibilmente evocative, abbellendo la volta della navata centrale e dell’altare maggiore con affreschi, bassorilievi e capitelli.

Tropea e la sua rossa cipolla - La costa che va da Pizzo a Nicotera è fra le più suggestive della Calabria. Costa degli Dei, la chiamano. Qui spicca, una vera perla, Tropea, con le sue trecce di cipolle rosse, l’acqua cristallina e i turisti da tutto il mondo. Le sue origini affondano nella notte dei tempi, tra i vari miti si narra che sia stata fondata da Scipione l’Africano. Oggi come allora, la superficie delle sue acque riflette, da tutti gli affacci, dei tramonti indimenticabili. Magnifici i palazzi del centro storico, così come il duomo normanno dedicato alla Vergine di Romania, risalente al 1230. Ci si può piacevolmente perdere, tra i vicoli affollati di botteghe e ristoranti di cucina marinara.

Per maggiori informazioni: www.turismo.regione.calabria.it

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