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22.6.2013

Malta, crocevia del Mediterraneo

L'arcipelago e i suoi sapori, tutti da scoprire e gustare

foto Ufficio stampa
Malta è la piccola perla del Mediterraneo. Acque cristalline, natura incontaminata, villaggi ricchi di storia, una cultura gastronomica da scoprire: semplici indizi per una vacanza che può davvero essere alla portata di tutti.  
E se uno dei modi più insoliti per visitarla è quello di affittare una bici (www.maltabybike.com/) e lasciarsi trasportare dal proprio istinto tra stradine e percorsi ben segnalati, gli sportivi potranno dedicarsi anche ad attività come le arrampicate su pareti di roccia (www.climbmalta.com) o le immersioni grazie alle tante scuole di diving presenti sull’isola (www.fuam.eu ). 
E se Malta vanta il primato di avere i più grandi set cinematografici d’Europa per le riprese in mare (qui sono state girate scene di film come U-571 o La leggenda degli uomini straordinari), le sue fortezze spiccano anche tra le location preferite, basti pensare a pellicole come Troy o Il gladiatore, in parte girate sull’isola. Sono tanti inoltre gli spunti riservati agli amanti dell’arte e dell’architettura: Malta è infatti un tripudio di costruzioni che vanno dai siti preistorici caratterizzati da un vasto numero di templi e necropoli anche risalenti a 5 mila anni fa, agli influssi che hanno lasciato sull’isola i Cavalieri di Malta, famosi per la loro resistenza all’assedio di 30mila turchi.  Prima tra tutti la capitale, Valletta, che conserva il suo spirito elegante voluto dai suoi costruttori, i Cavalieri di San Giovanni, che la edificarono tra il XVI e il XVII secolo. Patrimonio dell’Umanità e Capitale Europea della Cultura per il 2018, Valletta è una città tranquilla che vanta non solo grandi interventi progettati da Renzo Piano, ma anche il trionfo barocco dell’interno della Cattedrale di San Giovanni con la magnifica Decollazione di San Giovanni Battista, la più grande tela realizzata dal Caravaggio che visse proprio a Malta un periodo della sua vita.
 
Ma l’isola di Malta, forse non tutti lo sanno, ha anche molto da offrire dal punto di vista enogastronomico: la sua cucina nasce da una contaminazione che nei secoli ha visto alternarsi sull’isola diverse culture che vanno dall’italiana alla francese, dall’inglese all’araba. È priva dunque di una forte identità, ma è ricca di aspetti e sfaccettature che provengono da differenti parti del mondo, a cominciare dalla vicina Italia. Numerose piante di ulivo disseminate su tutta l’isola e nella vicina Gozo consentono la produzione di un buon olio extravergine di oliva, che si pensa fosse già utilizzato dai Romani per la cucina, le cerimonie religiose, la medicina e per la realizzazione di saponi. Lo testimoniano reperti archeologici e alcuni toponimi di città come Zebbug (oliva) e Zejtun (olio). Dopo un’interruzione dovuta all’introduzione, all’inizio del XIX secolo, di colture come il cotone, da alcuni anni si assiste ormai a una forte ripresa della produzione di olio d'oliva grazie anche al lavoro di Sammy Cremona della Wardija Maltese Olive Oil (http://wardija.tripod.com) e alle sue ricerche effettuate su antiche varietà locali. Il territorio maltese offre poi una grande abbondanza di frutta e verdura di stagione come zucchine, fave, melanzane e peperoni novelli, oltre a meloni, angurie, pesche bianche, piccole pere chiamate bambinella, arance rosse e i rinomati fichi le cui tipologie spaziano dal verde pallido al viola. Ma uno dei prodotti locali più apprezzati e richiesti anche dal mercato europeo è la patata maltese nelle sue varietà Alpha, Folva e Anais che ben si prestano a essere utilizzate in cucina non solo per friggere, ma anche per essere bollite e che vantano una buona qualità di cottura.  
foto Ufficio stampa
L’agricoltura è così sentita sull’isola che anche uno degli chef più rinomati di Malta ha deciso di utilizzare per il suo ristorante solo prodotti freschi che derivano dal proprio orto. Si chiama Saul Halevi, italiano di origine ebraica, da alcuni mesi executive chef del Pegasus, (http://www.phoeniciamalta.com/dining-events/pegasus-brasserie) il raffinato ristorante situato all’interno del Phoenicia, il Luxury Hotel a due passi dal centro di Valletta (www.phoeniciamalta.com). Bene, passeggiando nel grande giardino della struttura, non stupitevi dunque di vedere zone coltivate con pomodori, zucche, broccoli, zucchine tonde, scarola, lattuga romana, angurie, meloni, cetrioli, aglio, cipolla ed erbe aromatiche che presto diventeranno aree di vero e proprio coinvolgimento anche per gli ospiti dell’hotel. Un altro luogo dove gustare le eccellenze del territorio con una forte attenzione alla cucina della tradizione è Tal-Petut, (www.talpetut.com) nel cuore di Vittoriosa, luogo ideale per passeggiare tra suggestivi vicoli e case con i caratteristici balconcini a veranda in legno e vetro. In questo delizioso ristorante, ricavato da uno storico negozio di alimentari, Donald Caligari vi preparerà piatti di stagione a base di ricette casalinghe che potrete imparare a realizzare in apposite lezioni di cucina organizzate su prenotazione. 
 
E se il miele è un’altra produzione tipica locale che vanta una storia millenaria e che, prodotto da una varietà di api molto scura, viene realizzato spesso con finalità curative come quello di Grech Arnold, è sicuramente il pane, celebrato nel mese di settembre con una grande festa, un altro vanto dell’isola. La zona più famosa per la sua produzione e per la presenza di forni è Qormi, che ai tempi della malaria era considerata un’area benefica poiché si credeva che il fumo prodotto durante la panificazione potesse portare giovamento ai malati. La ftira è il pane maltese tradizionale, dalla classica forma di ciambella schiacciata e può essere farcita con pomodori, olive, capperi e acciughe o con il gbejniet, formaggio bianco a pasta dura realizzato con latte di pecora o di capra, spesso insaporito con sale e pepe nero macinato. Gli appassionati di pesce non dovranno invece perdere un pranzo a Marsaxlokk, piccola città costiera che la domenica ospita un vivace mercato del pesce e che offre anche la possibilità di vedere da vicino le colorate barche dei pescatori caratterizzate dall’occhio di Osiride, tradizione acquisita dai fenici e utilizzata come simbolo per proteggere il pescato. 
 
Per un’immersione a stretto contatto con la natura e le sue risorse merita poi programmare una visita a Comino e Gozo. Quest’ultima, conosciuta per le sue bellezze naturali come la Finestra Azzurra di Dwejra e il Fungus Rock che deve il suo nome alla pianta rara un tempo raccolta sulla sua cima dai Cavalieri di San Giovanni, è il luogo giusto per vivere a pieno la vita degli agriturismi locali. Come da Ta’ Mena (www.tamena-gozo.com) dove, dal 1936, si coltivano senza l’utilizzo di fertilizzanti o pesticidi ulivi, viti, capperi, frutta e verdura e dove si può trascorrere il soggiorno scegliendo di aiutare i titolari secondo i dettami della quotidiana vita agreste.
Per maggiori informazioni: www.visitmalta.com/it.
Sarah Scaparone
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