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Valtellina straordinaria, dal Neolitico a oggi

Interessanti testimonianze artistiche e culturali nei 77 comuni di un territorio tutto da scoprire

La Valtellina, in Lombardia, è adatta non solo per fare sport o per degustare i piatti tipici accompagnati da vini di eccellente qualità, ma anche per entrare in una dimensione culturale veramente tutta da scoprire.

Valtellina straordinaria, dal Neolitico a oggi

Ognuno dei 77 comuni della Valtellina offre spunti per una visita, cominciando dalle straordinarie incisioni rupestri preistoriche fino ai castelli medievali, importanti palazzi del Cinquecento e del Seicento e le oltre 500 chiese.

Castelli e vini - In Valtellina,si incontrano fortificazioni su speroni di roccia, come il Castel Masegra di Sondrio di epoca medioevale o, poco lontano, il Castello Paribellidi Albosaggia. I resti del Castel De Piro al Grumello di Montagna in Valtellina si affacciano sui vigneti terrazzati dove si produce l’omonimo vino rosso Valtellina Superiore DOCG. Benché distrutto nel Cinquecento conserva ancora una torre e i resti di due costruzioni con i merli a coda di rondine sui vigneti terrazzati. A Mello, si trovano tracce di un antico passato nel medioevale Castello di Domofole, intorno al quale sono sorte numerose leggende. La Torre "De Li Beli Miri" domina la Valtellina dal dosso di Teglio.

Da Bormio a Tirano - A Bormio, nella centrale piazza Cavour, si erge imponente la Torre delle Ore di origine medievale. La sua grande campana detta Bajona è uno dei simboli della comunità bormina. Poco distante, c’è il Palazzo De Simoni, sede del Museo Civico. In Valchiavenna sulla strada dello Spluga, sorge la Torre di Segname che faceva parte di un vasto sistema di avvistamento e segnalazione risalente al IX secolo ed è praticamente intatta. Dalla Valdidentro a Teglio, dalla Valmalenco a Chiuro fino a Mello: sono tantissime le testimonianze del passato comprese le città di Chiavenna e Tirano con i resti delle mura che fece erigere Ludovico il Moro.

La strada dei mulini - La cultura contadina, da sempre protagonista della Valtellina, lascia traccia nei mulini, veri e propri musei di archeologia industriale che sorgono in numerosi quartieri artigianali e in prossimità dei borghi più caratteristici. A Berbenno, il Sentiero dei Mulini è ormai un appuntamento classico per gli amanti della mountain bike, ma non solo. Il percorso è costituito da un anello che, partendo dal Centro di Berbenno, sale con un sentiero sterrato per la via Mulini che costeggia il torrente, dove si trovavano numerosi antichi mulini idraulici. Lungo il tracciato si incontrano diversi edifici e piccole chiesette che testimoniano la cultura contadina e le tradizioni di paese.

Il mulino di Bottonera - Suggestivo è il Mulino Moro di Bottonera costruito nel 1867, nel vecchio quartiere di Chiavenna: una zona che è stata caratterizzata dalle attività che utilizzavano l’acqua del fiume Mera attraverso una serie di canali. Il mulino si sviluppa su tre piani, più un seminterrato. Una struttura simmetrica, che ospita un ampio vano, è destinata alla sala macchine, mentre un vano laterale più piccolo serviva per le operazioni di pulitura e lavaggio dei cereali. 

Il Mulino del Dosso -  A Rasura, vicino Morbegno, è possibile visitare gratuitamente il Mulino del Dosso costruito nel 1836 e restaurato nel 1998. Entrando nel mulino si percepisce l’antica cultura popolare e contadina, fatta di tradizioni e antichi mestieri, scoprendo così uno spaccato di storia della Valtellina e della sua gente. I meccanismi del mulino, tutti in legno e sicuramente tra i più antichi dell’arco alpino, stanno a dimostrare l’abilità e la pazienza dei loro costruttori.

Gli incisori del Neolitico - Straordinario, in Valtellina il Parco delle Incisioni Rupestri tra Grosio e Grosotto. Il suo simbolo è una delle figure che meglio si distingue sulla roccia: un uomo armato di uno scudo rotondo e di una spada o bastone. Sulla "Rupe Magna", una delle più grandi rocce incise dell’arco alpino, le antiche popolazioni hanno lasciato il segno del proprio passaggio, facendo oltre cinquemila rappresentazioni di vita quotidiana. Le più antiche risalgono alla fine del Neolitico, al quarto millennio avanti Cristo.

Da non perdere la Basilica della Madonna di Tirano che celebra l’apparizione della Vergine nel 1504. Sempre a Tirano meritevole anche il seicentesco Palazzo Salis, all’interno del quale c’è un circuito museale di 10 sale decorate ed affrescate. Suggestivo anche il giardino "all'italiana", uno dei più significativi della Lombardia. Non è possibile lasciare la Valtellina senza vedere il più importante palazzo del Rinascimento dell’Italia del Nord, insieme a Palazzo Vertemate di Piuro (Chiavenna). È il Palazzo Besta di Teglio, di complessa architettura: all’interno ha una serie di cortili a doppia loggia con affreschi straordinari, alcuni raffiguranti scene dell’Eneide che sono espressione del più puro Rinascimento.

Per maggiori informazioni : www.valtellina.it

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