LE "PARTICELLE FANTASMA"

Settant'anni fa la scoperta del neutrino che rivoluzionò la fisica

Molti sono ancora gli interrogativi che rimangono aperti, a cui gli scienziati non riescono a dare risposta

19 Lug 2026 - 16:12
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Settant'anni fa veniva scoperto il neutrino, una svolta importante nella ricerca scientifica che ha rivoluzionato l'intero mondo della fisica. O, con più esattezza, due ricercatori statunitensi rivelarono l'esistenza degli antineutrini, attestando così l'esistenza stessa dei neutrini. Ma molti sono ancora gli interrogativi che rimangono aperti, a cui gli scienziati non riescono a dare una risposta. La ricerca continua ad andare avanti. I fisici non sono ancora arrivati a determinare se i neutrini esistano di per sé, in modo autonomo, oppure se coincidano con gli antineutrini. Altro grande mistero riguarda l'emissione di neutrini ad alta energia: la loro origine astrofisica rimane ancora un mistero irrisolto per l'intera comunità scientifica.

Perché i neutrini si chiamano "particelle fantasma"

 Il nome che viene attribuito ai neutrini è quello di "particelle fantasma", perché non interagiscono quasi per nulla con la materia e riescono ad attraversare l'universo senza urtare nulla. Questo provoca la grande difficoltà del loro studio perché sono difficilissimi da intercettare, ma al contempo sono latori di informazioni su ambienti, che per la scienza sono off limits, cioè impraticabili altrimenti.

Vennero scoperti in una ricerca che era denominata Poltergeist, una espressione tedesca che significa "spirito fantasma" e che spiega l'impalpabilità del neutrino. Due scienziati statunitensi, Frederick Reines e Clyde Cowan avevano approntato una serie di rivelatori contenenti taniche d'acqua, assieme a dei liquidi scintillatori, che sono delle sostanze che si illuminano quando vengono attraversate da particelle cariche. Quella luce rivelò la presenza dell'antineutrino prodotto dal reattore, e quindi del neutrino.

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Il telescopio italiano per i neutrini

 In Italia si trova in costruzione un importante telescopio sottomarino per i neutrini. Si chiama KM3Net è di proprietà dell'Istituto nazionale di fisica nucleare ed è situato al largo della Sicilia a 2000 metri di profondità nel mare. Arriverà al massimo della sua potenza nell'anno 2030 ed è stato progettato per intercettare i neutrini provenienti dai luoghi più remoti del cosmo. Lo stesso istituto sta effettuando nei laboratori del Gran Sasso due esperimenti, attraverso i quali capire se i neutrini siano la stessa cosa con le loro antiparticelle.

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