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Facebook Dating, il nuovo servizio online per trovare lʼamore

Mark Zuckerberg userà dati in suo possesso per aiutare gli utenti a incontrare l'anima gemella: Tinder perde già il 7,2% a Wall Street

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E' ufficiale: Mark Zuckerberg ha lanciato negli Stati Uniti Facebook Dating, un servizio online di appuntamenti che potrà essere utilizzato dagli utenti per trovare l'anima gemella. Il padre del social network più famoso al mondo scommette che i dati personali in suo posesso faciliteranno la conoscenza tra potenziali partner. L'annuncio fa crollare immediatamente a Wall Street Match.com: la piattaforma di dating che controlla l'App Tinder arriva a perdere il 7,2%.

Come funziona - L'accesso al nuovo servizio può essere fatto direttamente dall'app di Facebook, ma gli utenti che vogliono usufruirne devono creare un profilo separato per il ‘dating'. Agli speranzosi single vengono poi proposti vari potenziali partner, scelti da un algoritmo in base ad alcuni criteri: posizione geografica, particolari preferenze indicate, interessi, eventi a cui hanno partecipato e gruppi di cui fanno parte. Facebook Dating è inoltre collegato con Instagram e offre un'opzione chiamata Secret Crush, che permette agli utenti di compilare una lista di persone a cui sono interessati e con cui vengono messi in contatto se l'interesse è reciproco. Meccanismo che ricorda esattamente l'utilizzatissima modalità d'incontro dell'App Tinder.

Lo scetticismo dopo lo scandalo Cambridge Analytica - Il lancio di Facebook Dating tuttavia lascia dietro di sé una scia di dubbi e scetticismo sulle modalità d'uso delle informazioni personali degli utenti da parte del social network. L'annuncio arriva infatti dopo lo scandalo scoppiato nel 2018, quando le testate "Guardian" e "New York Times" portarono alla luce il prelievo di un'enorme quantità di dati da Facebook da parte di Cambridge Analytica, società inglese di analisi di mercato e progetti di marketing. L'azienda li avrebbe utilizzati illecitamente a scopo elettorale, analizzando il profilo psicologico e comportamentale di più di 50 milioni utenti americani. La faccenda, ancora ampiamente discussa, è costata a Mark Zuckerberg una multa da 5 miliardi di euro.