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Giornata dell’ambiente, in Umbria la foresta racconta come sta il Pianeta

La Foresta di Piegaro ospita il Progetto internazionale Trace grazie al quale gli alberi usano la tecnologia per comunicare

La tecnologia al servizio dell’ambiente e viceversa per raccontare lo stato di salute del Pianeta. È questa la chiave del duplice progetto che vede come protagonista, unico caso in Italia, la Foresta di Piegaro in Umbria, di proprietà della famiglia Margaritelli, nota, oltre che per il brand di design Listone Giordano, per le sue attività filantropiche.

La tecnologia che fa “parlare” gli alberi - Il progetto scientifico Trace (Tree monitoring to support climate adaptation and mitigation through Pefc certification) è nato  due anni fa in collaborazione con Pefc Italia (l’ente normatore della certificazione di gestione del patrimonio forestale e la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici Cmcc). Oggi gli alberi della Foresta di Piegaro, 146 ettari, continuano a fornire preziose informazioni sull’ambiente attraverso la tecnologia Tree Talker basata sull’Internet of Things, in pratica “parlano” fornendo dati sui diversi parametri eco-fisiologici.

 

Tra il 2018 e il 2019 sono stati infatti “ascoltati” per 450 giorni (mentre per il 2020 il lavoro è ancora in corso) e hanno inviato alla centralina europea che si trova nella sede di Viterbo, 10.800 messaggi orari. Sui tronchi di douglasia, pino silvestre, rovere, cerro e ciliegio sono presenti dei dispositivi con dei sensori che misurano diversi parametri quali i flussi d’acqua in arrivo dal suolo, la crescita in diametro, la quantità e la qualità del fogliame, la stabilità, la respirazione, la salute e la mortalità degli alberi in risposta a fattori umani e climatici. 


 

Responsabilità in ogni passaggio della filiera - Nel 150mo dalla fondazione, Listone Giordano rinnova il proprio impegno alla sostenibilità ambientale con un controllo totale della filiera produttiva, dall’albero in foresta al prodotto posato, e applicando i criteri più stringenti per rendere i prodotti liberi da sostanze invisibili ma potenzialmente dannose (quali pentaclorofenolo, formaldeide, agenti patogeni).

 

Nelle foreste di Borgogna, in Francia, la gestione forestale si svolge attraverso un ciclo integrato che abbraccia un ciclo di oltre 180 anni: ogni albero viene censito, numerato e poi seguito nella sua evoluzione per garantire un graduale incremento del patrimonio boschivo.  Mentre nel dipartimento di Tarija, in Bolivia, e nella riserva Biosfera, in Argentina, l’azienda italiana ha avviato, con il sostegno delle autorità locali, un importante progetto di censimento e gestione sostenibile delle foreste che, a regime, interesserà un territorio di oltre 50mila ettari.

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