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Amuchina, farmaci, plexiglas e bici: i prodotti che hanno registrato un boom durante la pandemia

Alcuni introvabili e oggetto di speculazioni, altri diventati improvvisamente popolari. Analizziamo nel dettaglio l'esplosione di questi prodotti

Amuchina (e simili), farmaci, plexiglas e bici. Sono questi alcuni tra i prodotti dell'era Covid-19, quelli di cui abbiamo tanto sentito parlare e che hanno registrato un boom di vendite durante la pandemia. Alcuni introvabili e oggetto di speculazioni, altri diventati improvvisamente popolari. Analizziamo nel dettaglio l'esplosione di questi prodotti.

L'"oro trasparente" dell'era Covid - L'emergenza ha ridisegnato le abitudini e i consumi degli italiani. Tra i prodotti più venduti durante la pandemia un posto di rilievo è occupato dai disinfettanti. Secondo l'Istituto globale di misurazione e analisi dati Nielsen, solo nelle prime sei settimane del 2020 si sono vendute più di 900mila confezioni di Amuchina e simili, pari a un fatturato di 2,5 milioni di euro (+800% rispetto allo stesso periodo del 2019).

 

I numeri dell'Amuchina - Vediamo ora nel dettaglio i dati relativi ad Amuchina, il noto prodotto della Angelini. Secondo i dati fornitici dall'azienda stessa, nello Stabilimento Casella, nel Piacentino, dove si producono disinfettanti Amuchina a base di ipoclorito di sodio, la produzione è passata dai 3.2 milioni di pezzi del periodo gennaio/maggio 2019 a 6 milioni di pezzi nello stesso periodo di quest'anno.

 

Nello Stabilimento di Ancona, dove si produce il prodotto Amuchina Gel Disinfettante Mani, la produzione è passata dai 2 milioni di pezzi del periodo gennaio/maggio 2019 a 6 milioni di pezzi nello stesso periodo di quest'anno. In Italia sono stati venduti 6.1 milioni di flaconi nei primi 5 mesi del 2020 (rispetto ai 1.3 milioni di flaconi venduti nello stesso periodo del 2019). 

 

"Con la diffusione del virus in Italia abbiamo registrato uno straordinario aumento della domanda di prodotti a marchio Amuchina. Per soddisfare la grande richiesta abbiamo aumentato la nostra capacità produttiva e riorganizzato le attività industriali al fine di dedicarci prevalentemente alla produzione di disinfettanti", spiega a TgcomLab Enrico Giaquinto, Chief Industrial Operations Officer di Angelini Pharma.

 

"Dietro questa vertiginosa crescita della produzione c'è stata una profonda riorganizzazione dell’attività industriale, avviata di pari passo con la messa in campo di misure in linea con quelle previste dalle disposizioni normative, e in alcuni casi ancora più restrittive", aggiunge.

 

"Siamo consapevoli che in un momento così complesso e incerto per il nostro Paese e per il mondo il nostro impegno per la salute, lo sviluppo e la solidarietà debba essere massimo, nonostante tutte le difficoltà. L’emergenza non è finita e dobbiamo proseguire nel fare la nostra parte rimanendo in prima linea per dare ascolto e risposte ai bisogni di tutti nostri interlocutori", conclude Giaquinto.

 

Boom di vendite di farmaci offline e online - Il farmaceutico è tra i pochi settori che durante il lockdown ha registrato una crescita del proprio fatturato. Secondo una ricerca dell'Area studi di Mediobanca in merito agli effetti della pandemia sulle grandi multinazionali, a livello aggregato il fatturato è aumentato del 6,1% nel primo trimestre dell'anno. L'incremento potrebbe apparire una logica conseguenza dell'emergenza sanitaria che ci ha travolti, ma a ben guardare è più legato a irrazionali comportamenti d’acquisto. 

 

“Abbiamo registrato una crescita nei volumi, ma questo non è collegato tanto al Covid-19, quanto a una certa attitudine sia da parte di ospedali che di pazienti di fare scorta di medicinali - ha detto ad Askanews Hubert Puech d'Alissac, amministratore delegato di Teva Italia, multinazionale israeliana del settore farmaceutico e leader nel mondo per la produzione di farmaci equivalenti - Alla fine di aprile e soprattutto all'inizio di maggio c'è stata una decrescita dei volumi rispetto al trend dei mesi precedenti: questo vuol dire che è stato fatto uno stock". Dunque, secondo Puech d'Alissac, nei mesi di lockdown c'è stata una corsa a fare scorte di medicinali. 

 

Boom confermato anche nella vendita di farmaci online. Secondo i dati di Farmakom - un'azienda italiana che si occupa di gestire l'e-commerce per le farmacie tradizionali - nei primi quattro mesi del 2020 le vendite di farmaci e dispositivi medici online sono state superiori del 220% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In particolare, è stato registrato un particolare impatto sul mese di aprile (+330% rispetto allo stesso mese del 2019), mentre a maggio è stato rilevato un aumento del +110%.

 

Plexiglass, gli "scudi di plastica" super richiesti - Per garantire il giusto distanziamento sociale, non pochi uffici, ristoratori, parrucchieri ed estetisti in questi mesi sono ricorsi all’installazione di lastre acriliche, meglio note come plexiglass. Un materiale molto ricercato, venduto finora a circa 50 euro per ogni metro quadro, il cui prezzo è vertiginosamente salito negli ultimi mesi. Tra il periodo di fine lockdown e l'inizio della Fase 2, la richiesta di questi "scudi di plastica" era talmente alta che era scattato l'allarme sulla carenza del prodotto.

 

"Rispetto al boom dei mesi di marzo e aprile, a maggio e giugno la domanda si è ridotta, ma nonostante tutto risulta decisamente elevata e superiore di gran lunga - stimiamo almeno un 20% - se paragonata allo stesso periodo dello scorso anno", ha spiegato a TgcomLab Antonella Annunziata, amministratore delegato di Madreperla, il più grande produttore italiano di lastre in plexiglass, che ogni anno sforna 7mila tonnellate di materiale.

 

"I grandi gruppi, le grosse aziende, stanno implementando dei progetti per permettere alle persone di tornare a lavorare in sede. Riceviamo richieste proprio per riqualificare gli spazi lavorativi in modo da renderli idonei a garantire un distanziamento superiore a quello attuale. Molti ancora lavorano in smartworking o si recano sul posto di lavoro a rotazione perché gli uffici non sono adeguatamente attrezzati per garantire il distanziamento e la protezione. Non sappiamo - aggiunge - se ci sarà una seconda ondata di contagi o meno, però è chiaro che nel frattempo le persone devono poter lavorare in sicurezza. Ora il modo di lavorare in sicurezza è lo smartworking, però non credo che si possa lavorare solo così. Se è vero che esistono attività che si possono fare più semplicemente in smartworking  ce ne sono delle altre dove lavorare in gruppo rappresenta un fattore di fondamentale importanza".

 

Vendite bici, balzo del +60% - Fondamentale ai tempi del coronavirus perché garantisce il distanziamento sociale e permette di evitare i trasporti pubblici. E' la bici, un mezzo di trasporto che ha conosciuto un boom di vendite notevole durante la pandemia in tutta Europa, complici i bonus per l’acquisto introdotti da alcuni Stati. Tra questi l'Italia. Secondo i dati di Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), dalla riapertura dei negozi a oggi, le vendite di bici tradizionali e a pedalata assistita hanno fatto segnare nel nostro Paese un balzo del 60% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. In particolare, Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) stima un aumento di circa 200mila pezzi venduti nel solo mese di maggio sul 2019. Salgono così a "circa 540mila le biciclette acquistate dagli italiani dopo il periodo di lockdown in tutti i punti vendita presenti sul territorio".

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