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Stefano Rumiz: "Gli errori sono sinonimo di intraprendenza e voglia di fare. Chi non fa non sbaglia"

Il titolare di Rumiz F.lli Srl, spiega a Tgcomlab che "è meglio fare qualcosa bene e rapidamente che fare qualcosa perfettamente ma con lentezza"

Stefano Rumiz, titolare insieme al cugino della F.lli Rumiz

Rumiz F.lli Srl, società che dal 1964 si occupa di materiali per l’architettura e per l’industria del mobile, è stata fondata Raul e Arno Rumiz, che hanno poi lasciato le redini dell'impresa ai rispettivi figli. Oggi il titolare, insieme a suo cugino Fabrizio, è Stefano Rumiz, 40 anni. Dopo la laurea in giurisprudenza è entrato in azienda e ha svolto diversi incarichi. Oggi il suo motto è: work hard, play hard

Come è arrivato a ricoprire l'incarico attuale? 

Sono titolare, insieme a mio cugino Fabrizio, di Rumiz F.lli Srl, azienda che dal 1964 si occupa di materiali per l’architettura e per l’industria del mobile. L’azienda è stata fondata da mio papà Raul e mio zio Arno che hanno poi lasciato il timone ai rispettivi figli.

All’età di 16 anni ero un ragazzo piuttosto vivace e irrequieto e ciò si è riflettuto sull’anno scolastico che ho dovuto ripetere. Quindi, come punizione, ho  dovuto trascorrere l’estate lavorando come magazziniere in azienda. Qui ho capito non solo quale sarebbe stato il mio futuro ma anche che una buona istruzione sarebbe stata fondamentale. Ho portato quindi a termine gli studi conseguendo una laurea in giurisprudenza.

Una volta laureato sono entrato subito in azienda dove ho ricoperto l’incarico di promotore prima e venditore dopo. Il passaggio generazionale non è stato per nulla traumatico in quanto la lungimiranza di mio papà e mio zio ha fatto in modo che Fabrizio e io proseguissimo in serena autonomia. Oggi mi occupo della parte commerciale, di quella amministrativa e del marketing. 

 

Quali novità avete introdotto?

Da qualche anno abbiamo fondato il marchio RUM con il quale produciamo tavoli per bar, ristoranti e alberghi. I nostri prodotti vogliono essere un tributo alle eccellenze del made in Italy: moda, food e design. Ci ispiriamo, infatti, a questi settori per abbinare tra loro diversi materiali e colori. Siamo orientati a prodotti custom made, ci piace instaurare con i nostri clienti delle collaborazioni durature e che vadano oltre il mero rapporto fornitore-cliente. Abbiamo degli ottimi rapporti con architetti e progettisti con i quali sviluppiamo dei prodotti che rispecchiano i canoni e i gusti di entrambi. Non ci limitiamo quindi a essere degli esecutori ma affianchiamo tutte le fasi di un progetto fino alla sua completa realizzazione. I nostri tavoli sono tutti dotati di un’etichetta che sporge dal perimetro del piano tavolo: questo è il segno distintivo proprio del nostro marchio, che abbiamo registrato. Ciò significa che quando si vede un’etichetta che sporge dal piano tavolo, si sta guardando un tavolo RUM.

 

Qual è l'elemento di forza della società? 

Viviamo in un momento storico in cui la velocità nel prendere le decisioni può fare la differenza e la snellezza della nostra società lo consente tanto da diventare uno dei nostri punti di forza. È meglio fare qualcosa bene e rapidamente che fare qualcosa perfettamente ma con lentezza. Può capitare che talvolta vengano prese delle decisioni sbagliate ma la bravura di un imprenditore è anche quella di accorgersene e correggere il tiro. Fabrizio e io abbiamo gli uffici comunicanti e la porta è sempre aperta. Prendiamo le decisioni in tempo reale. Siamo convinti che l’unione fa la forza e che alla base di tutto ci siano i valori che le nostre famiglie ci hanno trasmesso, ci vogliamo bene e ci rispettiamo. 

 

Quale consiglio dà a chi vuole intraprendere una carriera nel suo settore?

Work hard, play hard.

 

Il suo settore è stato danneggiato dall’emergenza covid?

Sono entrato in azienda nel 2007 e, pronti via, abbiamo affrontato la crisi del 2008. All’alba della ripresa si è presentata una pandemia. Ciò nonostante, durante le crisi iniziata nel 2008 abbiamo aumentato i volumi di vendita. E durante la pandemia anche. La mia scaramanzia mi impedisce di dire che il futuro sarà facile e che tutto andrà per il meglio... anche se in realtà sarà proprio così!

 

Come si tiene aggiornato?

Sono una persona molto curiosa e mi piace informarmi. Mi piace avere rapporti con le persone più diverse, di ogni cultura, senza distinzioni. Da chiunque si può imparare qualcosa. Da qualche tempo porto con me un’agenda dove annoto le idee man mano che mi vengono in mente. Ogni tanto la rileggo e vedo se ce n’è qualcuna a cui posso dar seguito. 

 

Come trascorre il suo tempo libero? 

Amo viaggiare, conoscere il mondo. Sono stato a fare il volontario nelle baraccopoli di Nairobi e a festeggiare capodanno a Las Vegas. Ho fatto un coast to coast negli Stati Uniti in macchina sapendo solo quando sarei arrivato e quando sarei ripartito. Ho scalato il Kilimanjaro e mi sono lanciato con il paracadute sulle cascate di Iguazu, al confine tra Paraguay, Brasile e Argentina. Mi piace sciare e nuotare, mi piacciono le auto sportive. Mi piace il cibo, forse troppo. Mi  piacciono i luoghi affollati e mi trovo a mio agio nel deserto. Mi piace l’avventura e mi piace leggere un libro sul divano di casa. Mi piace il mio lavoro e non potrei vivere senza.

 

Che rapporto ha con successi e fallimenti lavorativi? 

Sono sempre stato molto critico nei miei confronti e faccio molta fatica a riconoscermi qualche successo, anche se essere intervistato per la rubrica “Young Men Power” mi fa pensare di aver fatto qualcosa di buono. Credo che gli errori siano sinonimo di intraprendenza e voglia di fare. Chi non fa, non sbaglia. Giusto?

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