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Niccolò Calandri: "Sviluppiamo tecnologie innovative per la salvaguardia delle api"

A TgcomLab parla il ceo e cofondatore di 3Bee, lʼazienda agri-tech che sviluppa sistemi intelligenti di monitoraggio e diagnostica per la salute delle api

Nata nel 2018, 3Bee è un'azienda agri-tech che sviluppa sistemi intelligenti di monitoraggio e diagnostica per la salute delle api. In 2 anni ha sviluppato un network di 10mila apicoltori in tutta Italia e rivoluzionato il settore incentivandone la crescita e la riscoperta grazie all’applicazione di tecnologie innovative come l’IoT, l’intelligenza artificiale e il machine learning. TgcomLab ne ha parlato con Niccolò Calandri, cofondatore e ceo di 3Bee.

Cos’è e com’è nata 3Bee?

3Bee progetta tecnologie innovative per la salvaguardia delle api. Sviluppiamo, infatti, una rete di sensori IoT capaci di analizzare il loro stato di salute. Attraverso le nostre tecnologie, gli apicoltori possono monitorare 24 ore su 24 e in modo completo i propri alveari al fine di ottimizzare la produzione, risparmiare tempo e curare le proprie api prevenendone problemi e malattie.

 

Qual è l'elemento di forza della sua azienda?

Essere un team giovane. Siamo 15 ragazzi che vogliono creare un nuovo valore per le api e gli apicoltori. Non è solo una questione di tecnologia innovativa. Sicuramente le nostre competenze tecniche aiutano. Ma ciò che ci contraddistingue è la visione di voler creare un'azienda capace di risolvere problemi importanti per le api e la biodiversità.

 

Quali sono le competenze più importanti chieste a un manager oggi?

Competenze trasversali in più settori, dall'IT fino al marketing. Tuttavia, la più importante è la capacità di valorizzare il personale: lasciare ai collaboratori la libertà di esprimersi e dare un valore personale alle azioni aziendali.

 

Quale consiglio dà a chi vuole intraprendere una carriera nel settore in cui opera?

Non cercare investitori, non basare le proprie scelte su suggerimenti o consigli di terzi e cercare nei clienti i primi sostenitori.

 

Come la pandemia ha cambiato il settore? 

Api e apicoltura rientrano nei settori agricoli non "afflitti" dal lockdown. Si è sempre potuto andare dalle api. Tuttavia, le vendite sono diventate un problema. I nostri clienti apicoltori non hanno più la possibilità di vendere i loro prodotti in mercati e fiere. Dunque, per dare valore alla filiera, abbiamo dato una forte spinta al progetto "Adotta un Alveare", valorizzando non solo il miele, ma anche il contributo che le api danno alla biodiversità.

 

Quali sfide vi aspettano?

La più grande è l'espansione estera. Passare da essere una piccola realtà italiana a una consolidata realtà multinazionale.

 

Come si tiene aggiornato?

Ammetto che dopo il percorso al MIT ho iniziato a investire il mio tempo non più su corsi o master, ma su sfide personali, sfruttando 3Bee come un'accademia. In azienda organizziamo un hackathon al mese affrontando solo tematiche che siano allo stato dell'arte.

 

Come trascorre il suo tempo libero? 

Netflix, lago di Como e viaggi.

 

La tecnologia può salvare le api?

No. La tecnologia come forma di architettura, da sola, non serve a nulla. Le persone e la tecnologia possono creare valore. Il nostro obiettivo è rivoluzionare il valore delle api. Non più come semplice insetto che produce miele, ma come elemento insostituibile della catena alimentare. 

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