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Alessandro Peruzzi: “Un buon imprenditore deve seguire quell’istinto che lo porta a lavorare con passione”

Il responsabile amministrativo di L'Infinito 1972 spiega: “Siamo stati tra i settori più colpiti dall'emergenza, quindi abbiamo cercato di incrementare le vendite sul mercato estero e di consolidare la presenza del nostro brand online e sui canali social”

Alessandro Peruzzi, responsabile amministrativo di L'Infinito 1972

L'azienda L’Infinito 1972 nasce dall'istinto creativo della stilista Vanda Lazzeri, che fin da bambina amava creare bambole e vestiti. La sua idea è stata supportata dal marito Francesco Peruzzi, che si è dedicato alla gestione dell'attività. Oggi si occupano delle diverse mansioni all'interno della società i loro figli, tra cui Alessandro Peruzzi, 39 anni, che è responsabile amministrativo e direttore dell’area marketing. 

Come è arrivato a ricoprire l'incarico attuale?  

Nascere in una famiglia di imprenditori è stato sicuramente un vantaggio, che mi ha aperto la strada nel mondo del lavoro, ma allo stesso tempo ha rappresentato una responsabilità nel raggiungere gli obiettivi prefissati e una sfida quotidiana per incrementare risultati sempre migliori e non deludere le aspettative. Il mio ruolo all’interno dell’azienda è duplice, quello di responsabile amministrativo, che ricopro da circa due anni, e quello di direttore dell’area marketing, che mi stato assegnato da circa quattro anni. Il mio arrivo all’interno dell’azienda risale al 2007, dopo aver terminato gli studi, in seguito a diverse esperienze lavorative nel settore economico e dopo aver seguito uno stage di un anno a Londra. 

 

Inizialmente mi sono dedicato alle più svariate mansioni: magazziniere, responsabile d’ufficio, addetto alle vendite, responsabile degli acquisti, fino a ricoprire gli incarichi attuali. Questo a testimonianza del fatto che, per poter raggiungere una formazione adeguata nella direzione di un’azienda, sono stati necessari anni di esperienza e di lavoro sul campo. Oggi, nello specifico, mi occupo della gestione contabile e della programmazione aziendale (organizzazione di eventi, pubblicità, ricerca e sviluppo dei prodotti).

 

Qual è l'elemento di forza della società? 

Dire che l’elemento di forza di L’Infinito 1972 è la famiglia; potrebbe sembrare scontato, ma in realtà è proprio la gestione familiare a rappresentare il fulcro del nostro lavoro e dei nostri risultati. Siamo infatti sei figli, ognuno gestisce un ruolo differente, la nostra unione è la nostra forza.

 

Quale consiglio dà a chi vuole intraprendere una carriera nel suo settore?

La figura dell’imprenditore è, di per sé, molto controversa. La prima cosa che gli studi in economia ci insegnano è quella di massimizzare il profitto. Per raggiungere quest’obiettivo, il mio consiglio è quello di seguire il proprio “animal spirit”, quell’istinto che porta ogni imprenditore a lavorare con passione rischiando, circondandosi di un team qualificato con la stessa motivazione e ricordandosi che non c’è cosa più bella nella vita di fare il lavoro che piace.

 

Il suo settore è stato danneggiato dall'emergenza covid?

Il core business della nostra azienda è rappresentato dalla vendita di articoli da regalo, natalizi, sartoriali e bomboniera. Siamo quindi stati tra i settori più colpiti dall’emergenza covid19. Per questa ragione abbiamo cercato di incrementare le vendite sul mercato estero e di consolidare la presenza del nostro brand online e sui canali social. Nonostante il periodo difficile e lo smart working, abbiamo ugualmente portato avanti i nostri progetti certi di una più forte e concreta ripresa economica. Infatti, in un momento di tale incertezza, abbiamo firmato un importante contratto di collaborazione con la Peanuts, l’iconico brand americano di Snoopy.

 

Come si tiene aggiornato? 

Attualmente sto seguendo un corso di laurea in Gestione delle Imprese con l’auspicio di approfondire maggiormente le mie conoscenze in merito. Inoltre, per essere sempre aggiornato sulle tendenze del momento inerenti al mio settore, partecipo ad alcune fiere in Italia e all’estero, oltre a incontri mensili con i miei collaboratori più stretti per confrontarci e individuare o correggere le strategie da adottare sul mercato.

 

Come trascorre il suo tempo libero?

Sono sposato e ho due bellissimi bambini, Daris e Antonia. Nonostante i frequenti impegni e spostamenti dovuti a esigenze lavorative, cerco di trascorrere il mio tempo libero con la mia famiglia, la partita a calcetto con mio figlio è ormai appuntamento fisso del sabato! Con mia moglie Annalisa e i miei figli amiamo spostarci per fare gite in montagna. Sono inoltre un amante dei vini, da poco infatti ho realizzato una piccola cantina. 

 

Qual è un’esperienza da cui ha imparato qualcosa di importante? 

Qualche anno fa, sistemando le carte in ufficio, notai un fax proveniente dai grandi Magazzini Harrods di Londra al quale, a causa della grande mole di lavoro di quel periodo, non venne data nessuna risposta. Era un fax con una richiesta dei nostri prodotti all’interno del loro store. Non essendo riuscito a comunicare con i responsabili, decisi di partire e recarmi sul posto di persona. Una volta arrivato ai Magazzini Harrods di Londra, chiesi di parlare con un responsabile degli acquisti, ma nessuno fu disponibile. Determinato a non tornare in Italia senza almeno aver avuto un incontro, decisi di provare il tutto per tutto. Approfittando di un momento di distrazione della sicurezza, raggiunsi il piano degli uffici del personale. Una volta lì, bussai alla porta del Purchasing Manager, che però mi ha spiegato che gli acquisti venivano effettuati dai Buyer per loro conto. Apprezzando però la tenacia e la determinazione che ho avuto per raggiungere il suo ufficio, mi ha messo in contatto con il Buyer di riferimento. Purtroppo non ho chiuso alcun contratto con i Magazzini Harrods (almeno per ora), ma grazie alla conoscenza del loro Buyer, ho stretto comunque importanti collaborazioni con altre catene di grandi magazzini. Da questa esperienza ho capito che, benché il risultato non sia sempre quello desiderato, la passione e l’istinto che guida noi imprenditori non deve mai mancare.

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