nuove regole

Da Sting a Bill Gates, sempre più vip tagliano l’eredità ai figli e riscrivono l’etica della ricchezza

Cresce il fronte delle celebrità che scelgono di non lasciare fortune agli eredi. Una decisione che divide l’opinione pubblica e apre un dibattito su privilegio, merito e responsabilità sociale

25 Feb 2026 - 08:03
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Una delle icone più longeve della musica mondiale, Sting, ha riacceso il dibattito su un tema che sta coinvolgendo sempre più personaggi famosi: la scelta di non lasciare un’ingente eredità ai propri figli. In una recente intervista rilasciata a "France Inter", il cantautore britannico ha ribadito che non intende mettere da parte una parte sostanziale del suo patrimonio per i sei figli, e che anzi ritiene che un’eredità troppo grande possa togliere loro la motivazione e l’ambizione di costruirsi una strada propria nella vita. Una scelta che sta coinvolgendo sempre più vip: ma davvero le regole della ricchezza possono essere riscritte?

Il parere degli esperti - Una delle principali motivazioni citate dagli esperti riguarda l’idea che eredità troppo grandi possano danneggiare la motivazione personale e ridurre la spinta a costruire un proprio percorso lavorativo e professionale. Nel linguaggio della psicologia dello sviluppo, il rischio è di creare una generazione di “trust-fund kids”, ovvero giovani con meno incentivi a sviluppare autonomia e capacità di resilienza, perché abituati a dipendere da risorse passate piuttosto che dalle proprie competenze. La letteratura accademica indica inoltre che le decisioni di trasferire ricchezza sono spesso intrecciate a valori familiari, modelli educativi e definizioni di merito e opportunità. La scelta di non lasciare un’eredità significativa può essere interpretata come un tentativo deliberato di valorizzare il lavoro, l’impegno e la costruzione di un’identità personale, piuttosto che di trasmettere solo beni materiali.

Questine anche etica - Psicologi e sociologi sottolineano anche che la percezione di privilegio legata alle ricchezze ereditarie può avere effetti diversi sui comportamenti individuali: per alcuni può diminuire la motivazione a perseguire obiettivi personali, per altri può generare un senso di responsabilità verso cause sociali, specie se il patrimonio viene indirizzato verso filantropia o iniziative collettive. In molte società l’eredità è vista come una forma di continuità familiare e protezione intergenerazionale, mentre in altre prospettive viene interpretata come una forma di privilegio che va mitigato per promuovere uguaglianza di opportunità. Lo stessp Sting ha spiegato che i suoi figli vogliono lavorare e realizzarsi, e che dare loro un’eredità consistente sarebbe, a suo dire, un regalo troppo "pesante", con implicazioni potenzialmente negative. Per lui il vero lascito non è il denaro ma l’etica del lavoro e la possibilità di sviluppare autonomia e talento.

Non solo Sting - Ma sono tante le celebrità che hanno deciso di non lasciare grandi eredità ai propri figli. Daniel Craig, l’attore di James Bond, ha definito l’eredità “di cattivo gusto” e ha spiegato che preferisce spendere o donare i suoi beni piuttosto che trasferirli ai figli; Ashton Kutcher e Mila Kunis hanno chiarito che non stanno istituendo trust per i loro figli e che il loro patrimonio finirà per lo più in beneficenza; Bill Gates ha dichiarato che i suoi tre figli riceveranno solo una piccola parte dei suoi asset, con la maggior parte destinata ad attività filantropiche; Mark Zuckerberg e Priscilla Chan pianificano di dedicare la loro ricchezza alla Chan Zuckerberg Initiative anziché alle eredità familiari; e altri come Jackie Chan e in passato Gordon Ramsay hanno espresso posizioni simili, sostenendo che i figli devono guadagnarsi il proprio successo e non devono ereditare automaticamente fortune da milioni o miliardi di dollari.

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