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Sanremo 2019, Achille Lauro nella bufera: "Rolls Royce" è in realtà un inno alla droga?

Secondo alcuni la canzone parlerebbe di un tipo di pasticche di ecstasy. Il rapper nega ma "Striscia la notizia" lo incalza

Sanremo 2019, Achille Lauro nella bufera: "Rolls Royce" è in realtà un inno alla droga?

Al Festival di Sanremo Achille Lauro è ancora nella bufera. Dopo le accuse di plagio per la somiglianza della canzone "Rolls Royce" con "1979" degli Smashing Pumpkins, adesso è la volta di chi sostiene che il brano sarebbe in realtà un inno all'ecstasy, essendo le "Rolls Royce" delle pasticche di droga con stampato su il celebre marchio. Il trapper nega ma "Striscia la notizia" lo incalza ricordandogli il passato da pusher...

"Io non ho mai sentito neanche parlare di questa cosa, la Rolls Royce è l'icona principale e mondiale di eleganza, ed è a questo che mi sono ispirato - ha detto Achille Lauro per difendersi -. Non avevo mai nemmeno sentito parlare di questa cosa, l'ho sentito dai giornali".

Ma da "Striscia la notizia" non lasciano cadere la cosa. Anzi, rilanciano. "Ma come, c'è un trapper che non sa (o finge di non sapere) certe cose? Achille Lauro, che si vanta di conoscere bene certi ambienti, non sa che Rolls Royce è uno dei nomi più comuni per chiamare le pasticche di ecstasy? Tutto nasce dalla famosissima statuetta (una donna con le braccia aperte e le vesti gonfiate dal vento) posta sul radiatore delle Rolls Royce. Il suo nome (nato ovviamente molto prima della droga sintetica) è Spirit of Ecstasy, Spirito dell’ecstasy: da qui l’abitudine a chiamare Rolls Royce le pasticche sintetiche. E del resto basta una velocissima ricerca su internet per trovare l’immagine di decine di pastiglie di droga con impresso il marchio con la doppia erre. Ma Achille Lauro tutto questo non lo sa (o finge di non saperlo)".

E per rincarare tirano fuori il passato di Lauro: "Evidentemente la droga fa male, anche alla memoria - scrivono -. Si è dimenticato di aver scritto in 'Sono io Amleto' (il libro autobiografico pubblicato da Rizzoli) un capitolo intitolato 'Confessioni di un pusher'? Non ricorda di aver rilasciato un’intervista, 'La musica mi ha salvato dalla galera', In cui dichiarava, tra l’altro: “Nel mio quartiere, alla periferia di Roma, girava tantissima droga. Così iniziare a fumare marijuana, hashish o prendere droghe chimiche fu naturale. Lo facevano tutti, lo facevo anche io”. E ancora: “Entrai in contatto con famiglie criminali. Compravo chili di droga che facevo vendere a una squadra di spacciatori che avevo creato. Divenni ricco, avevo una bella vasca idromassaggio”. Uno che è stato pusher non sa quello che sa chiunque frequenti le discoteche? Forse, più banalmente, Achille Lauro non ha il coraggio di difendere quello che ha scritto".

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