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Sangiovanni si è raccontato nella puntata de "Le Iene" di giovedì 5 novembre. Ospite del programma di Italia 1, il cantante ha parlato del difficile periodo che ha attraversato e dell'importanza del dire due semplici parole: "come stai?". La risposta "tutto bene grazie" è diventata anche il titolo del suo ultimo album.
"Tutto bene, grazie. Lo dico col cuore, a tutte le persone che in questi anni si sono chieste, ma come sta Sangio? L'ho detto così tante volte ormai che è diventato il titolo del mio disco. Sapere che qualcuno si facesse quella domanda mi ha aiutato a sentirmi meno solo, e sono stato fortunato, perché c'è anche chi si ferma e attorno non trova lo stesso affetto, chi sta male nel silenzio, senza che nessuno se ne accorga", ha esordito il cantante.
"È importante chiederlo: 'come stai?' Due parole semplici, ma tra dirle e non dirle cambia tutto - ha aggiunto Sangiovanni - e anche quello che succede dopo, quando arriva la risposta, conta. La maggior parte delle volte ci aspettiamo il solito bene dai, e già pronti per parlare d'altro. Ma se la risposta fosse non lo so, oppure sto male, saremmo capaci di fermarci ad ascoltare?".
Sangiovanni ha poi parlato anche della sua generazione e della connessione continua che non sempre è sinonimo di vicinanza all'altro. "Ogni generazione vive le proprie battaglie, sicuramente la nostra non è l'unica a sentirsi sola, ma noi siamo cresciuti con la promessa di poter essere sempre connessi, e forse ci aspettavamo che questo ci facesse sentire più vicini. Possiamo sapere in ogni momento dove sono gli altri, cosa fanno, ma non quello che stanno attraversando. Forse è successo anche a me".
"Ero piccolo ma già correvo per arrivare primo. Ho vinto qualche medaglia, ma a un certo punto mi sono accorto che arrivavo al traguardo e mi sentivo comunque solo" ha confessato il cantante che poi ha aggiunto: "Ero così concentrato a correre veloce che ho lasciato indietro tutto il resto. Ho deciso di rallentare un po' e godermi il paesaggio. Adesso ho ancora voglia di correre e anche di vincere. Ma voglio sapere che una volta arrivato, che sia primo o ultimo, ci sono delle cose belle ad aspettarmi e magari qualcuno che, prima di chiedermi com'è andata la corsa, mi chieda anche: 'Come stai?'.
