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Rai e megastipendi, Fazio: "Adesso basta dire che sono un costo"

Il conduttore si sfoga e avverte: "Più facile andarsene che rimanere". Solidarietà di DallʼOrto mentre Anzaldi (Pd) accusa: "Ha fatto un autogol"

Rai e megastipendi, Fazio: "Adesso basta dire che sono un costo"

Fabio Fazio non ci sta a essere considerato "un costo per la Rai", punta il dito contro l'ingerenza politica e avverte: "Voglio che mi dicano che sono un valore. Oggi è più difficile scegliere di rimanere che andare via". Dal Festival della tv e dei nuovi media di Dogliani il conduttore si sfoga dopo le polemiche sul suo megastipendio e il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto lo appoggia: "Ha tutta la mia solidarietà, è un valore per la Rai".

Duro il commento del deputato del Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di vigilanza Rai: "Uno scivolone, una caduta di stile, un autogol. Non saprei in che altro modo definire le parole di Fazio. Con che faccia si possono sostenere quelle cose? E l'editto bulgaro? La stagione delle telefonate in diretta da Santoro? L'epurazione di Biagi? Tutto dimenticato perché viene toccato il suo megastipendio?".

I tempi per mettere fine alla diatriba li indica lo stesso Campo Dall'Orto: il consiglio di amministrazione della Rai dovrà approvare la policy per il perimetro dei compensi agli artisti entro il 2 giugno. "E' una pressione temporale molto forte, i tempi sono davvero stretti. Stiamo lavorando", spiega.

Lo sfogo del conduttore - All'incontro di Dogliani, dove risponde alle domande del critico televisivo Aldo Grasso, Fazio non fa giri di parole. "Sono in Rai da 33 anni, non è cosa diversa dalla mia vita. Quello che non dovrò fare più è portare i miei figli a scuola e sperare che non ci sia qualcuno che mi insulti, che mi dica che prendo troppi soldi. Altrimenti andrò a lavorare altrove. Non è più sopportabile essere considerato un problema".

Poi attacca: "Mai l'ingerenza politica è stata così forte sulla tv pubblica. Parlo di gestione dell'azienda, tetto della pubblicità, compensi. Non c'è azienda al mondo che possa reggere sul mercato con qualcuno che da fuori detta regole e mette paletti. Si sta chiedendo alla Rai qualcosa di impossibile, non vorrei essere nei panni dei dirigenti di questa azienda. Io che sono tra i pochi ad avere il lusso di poter scegliere di andare a lavorare altrove, ho il dovere di dire la verità". E, definendo "eroico" Campo Dall'Orto, chiede chiarezza. "In una squadra di calcio i calciatori sono un valore. Perché non ci mettono a bilancio? Ho sopportato qualunque cosa, ora c'è l'esigenza di chiarezza: per rimanere bisogna sentirsi utili".

"Quello che ha raccontato Fazio, le minacce che ha subito, è tutto difficile da accettare. Siamo operatori che fanno un mestiere. Ha tutta la mia vicinanza e solidarietà", commenta Campo Dall'Orto che invoca "regole chiare e risorse chiare. Il servizio pubblico deve continuare a rappresentare il Paese, a difendere i valori condivisi unendo innovazione e inclusione". "Sono arrivato in Rai dopo 22 anni nel privato - racconta - e non ho esperienza di queste cose. Ho visto modelli tipo fondazioni e trust. Ma ho avuto il mandato per fare qualcosa di lungo periodo. Soffro quotidianamente per farlo ma continuiamo a farlo".

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