A 36 anni il campione della nazionale di nuoto Luca Dotto ha annunciato, lo scorso giugno, il ritiro dalle competizioni in vasca. Ospite a "Verissimo" l'atleta ha ripercorso le tappe salienti di una carriera che più volte lo ha portato a salire sul podio mondiale.
Dotto racconta che a 18 anni il nuoto non rappresentava una priorità. "Ero più concentrato sulla mia vespa e sulle uscite con gli amici", dice. La svolta è arrivata con la doppia vittoria, europea e mondiale, ai campionati nella categoria juniores e la consapevolezza che con l'impegno sarebbe stato possibile scrivere un'importante pagina di sport. E così è stato. "L'anno dopo, l'allenatore della nazionale italiana sezione velocità Claudio Rossetto mi propose di venire a Roma per allenarmi insieme a Filippo Magnini, un campione dal quale avrei imparato molto", prosegue l'atleta.
Dal Veneto a Roma: Luca Dotto racconta di aver abbracciato completamente la carriera agonistica, nonostante sacrifici e rinunce, e di come la realtà natatoria per oltre 30 anni abbia rappresentato una sorta di "bolla" resa possibile soprattutto dal sostegno della sua famiglia. "Fin da subito i risultati hanno pagato, c'è stato un percorso fatto di tante vittorie ma anche di tante cadute", spiega il nuotatore sottolineando che le sconfitte, per quanto brucianti, hanno avuto tutte un significato. "Ho vinto ma sono più le volte che ho perso e forse ho buttato via delle occasioni", ammette.
