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Dal Glam rock al Pop: il trip mistico di Achille Lauro nei generi musicali

Dal Glam rock al Pop: il trip mistico di Achille Lauro nei generi musicali

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Dopo aver stregato l'Ariston l'anno scorso, quest'anno Achille Lauro è tornato protagonista di uno spazio creato apposta per lui. Durante le cinque serate di Sanremo 2021 ha infatti traghettato il pubblico in un viaggio tra i generi musicali.

L'esordio è stato affidato al Glam rock, tra glitter e lacrime di sangue, accompagnato dalle note del suo brano "Solo noi". La seconda citazione, una lunga treccia rossa, era tutta per Mina. Sul palco con lui Francesca Barra e Claudio Santamaria che hanno ballato sulle note di "'Bam Bam Twist". Nella terza sera si è catapultato nell'antica Grecia con "Penelope" insieme ad Emma, per incarnare il più immortale dei generi: il Pop.

Il quarto quadro di Achille Lauro è una performance con cui l'artista si presenta in scena in abito da sposa, seta e piume bianche, brandendo la bandiera italiana, tra un accenno all'inno di Mameli e la marcia nuziale: "Sono il punk rock, la cultura giovanile, San Francesco che si spoglia dei beni, Giovanna D'Arco che va al rogo, Prometeo che ruba il fuoco degli dei, l'estetica del rifiuto dell'appartenenza all'ideologia. Dio benedica chi se ne frega". Bacia Boss Doms sulla bocca, citando l'esibizione dell'anno scorso, poi canta "Me ne frego" e "Rolls Royce'" coinvolgendo Fiorello, in mantello nero e corona di spine.  
L'ultimo quadro di Achille Lauro, nella quinta serata, è stato introdotto dal ballerino Giacomo Castellana dell'Opera di Roma. L'artista romano ha cantato la sua "C'est la vie", in un omaggio all'orchestra. Nel suo monologo conclusivo - dopo aver ascoltato gli audio originali con gli insulti che gli sono stati rivolti nel tempo da Red Ronnie, Matteo Salvini, Maurizio Gasparri, Valerio Staffelli -, a petto nudo e con delle rose infilzate nel petto sanguinante (le parole che feriscono), la consueta benedizione stasera e': "Dio benedica solo noi essere umani". 

 

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