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Eleonora Guidi aveva 34 anni e davanti a sé un bambino di 18 mesi quando è stata uccisa con 24 coltellate. Oggi la sorella, Elisabetta, racconta la sua storia a "Verissimo" e chiede che quella morte non resti senza risposta.
Dell'omicidio è accusato il compagno della donna, che al momento si trova in libertà vigilata. Una perizia ha stabilito che l'uomo non è in grado di partecipare coscientemente al processo, una valutazione che Guidi contesta punto per punto: "Già dopo sei mesi ha fatto un'udienza in cui rispondeva a un magistrato, sapeva la differenza tra un PM e un GIP, conosceva il suo fascicolo processuale". Una nuova perizia è attesa a breve.
Il nodo, per la famiglia, è che a distanza di tempo non è ancora arrivata alcuna verità giudiziaria. "Eleonora non ha avuto giustizia, la nostra famiglia neanche e nemmeno il bambino", dice Guidi. E indica l'obiettivo: "Ci aspettiamo che si vada verso un processo regolare e che si arrivi a una giustizia vera, per poter ricominciare da qualche parte, per poterla piangere".
A pesare, oltre all'attesa, è la condizione in cui i familiari sono costretti a vivere: "Possono anche farmi aspettare altri tre anni, ma è il come mi fai aspettare che non va bene, perché la sera abbiamo paura".
Nel corso dell'intervista la donna torna anche sul rapporto tra la sorella e il compagno, e sulle violenze psicologiche che, a suo dire, emergono dai messaggi custoditi nel telefono della vittima. "La violenza psicologica era tangibile. Ce n'è tanta in quel telefono", afferma.
A quel materiale, però, non era arrivata prima. E il rimpianto più grande sta proprio lì: "Ero arrivata ad avere quasi paura di affrontarla per non perderla. Quelle volte che ho provato, lei mi metteva su un muro e io, per non litigarci, per non perderla, ho lasciato stare. E così l'ho persa".
Oggi la donna si occupa del figlio della sorella, che ha tre anni ed è con lei dal primo giorno. "Abbiamo fatto tutto per ricostruire laddove è stato devastato, per mettere insieme tutti i pezzettini per questo bimbo e per la mia famiglia", racconta. Il piccolo la considera la sua mamma: "Gli parliamo di mamma Eleonora, che è una stellina nel cielo. È molto attaccato a me, mi considera la sua mamma in questo momento e forse è giusto così. Poi avrò tutta una vita per potergli parlare di lei".
In attesa di quel giorno, Guidi conserva ogni traccia della sorella, per poterle restituire un giorno al nipote. "Sto raccogliendo tutti i suoi disegni, quello che faceva da bambina e alle elementari, le lettere che le hanno scritto le sue amiche e tutto quello che posso trovare". Tra i ricordi più preziosi c'è anche il profumo di Eleonora: "Ne voglio tenere una boccettina, per poterlo far sentire a suo figlio".
