Vince con "Vorrei avere il becco"
dal nostro inviato Domenico Catagnano
La vendetta si consuma subito. Escluso l'anno scorso perché "I bambini fanno oh" non era inedita, Povia si prende una bella rivincita e conquista il Festival con "Vorrei avere il becco". Con una canzone furbetta, dal testo un po' stralunato e terribilmente orecchiabile, il cantautore milanese di nascita ma fiorentino d'adozione ha battuto allo sprint finale i Nomadi, Anna Tatangelo e Riccardo Maffoni. Il premio della critica "Mia Martini" è andato a Noa, Carlo Solis & Solis String Quartet, quello di radio e tv ai Nomadi.
L'ultima serata si è sviluppata nel segno di tre grandi nomi della musica italiana tornati sul palco che li ha visti nascere artisticamente. Eros Ramazzotti, Laura Pausini e Andrea Bocelli hanno interpretato i loro successi sanremesi, scatenando l'effetto nostalgia in platea. Cameo di Giancarlo Giannini e Virna Lisi, che ha premiato il vincitore.
All'ultima chiamata lo spettacolo ha trovato i giusti meccanismi. Un rodaggio lungo, ma alla fine è andata bene. Pure il monologo di Panariello è sembrato meno scontato rispetto a quelli sentiti nelle altre serate. Però oltre cinque ore per arrivare alla proclamazione sono troppe.
LA CRONACA DELLA SERATA
Un raffinato Giancarlo Giannini apre la serata finale con un omaggio a Domenico Modugno. Canta "Vecchio frac", indossando chiaramente un frac con gardenia all'occhiello. Questo non sarà l'unico momento del festival dedicato a "Mimmo". Quindi arriva Giorgio Panariello, che ci risparmia il monologo (fiuuuu) e anticipa le presenze importanti di stasera. Ci aspettano Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli, che tornano alle origini, visto che la loro carriera è iniziata proprio all'Ariston. Novità sul palco: c'è una palma dorata che spunta.
Si ricompone il terzetto, Ilary e Vic inscenano una pagina da libro "Cuore" da Panariello ("Quant'è stato bello, come siamo stati bene", quindi lo omaggiano con una torta... nera "realizzata da Dante Ferretti", lo scenografo criticato per l'oscurità del palco.
Comincia Povia, che ormai ha lasciato jeans e t-shirt e per la seconda sera consecutiva tenta la via dell'eleganza. Il suo piccione va, e il verso è diventato una specie di urlo di battaglia. Col voto da casa ha fatto sfracelli. Michele Zarrillo continua a volare basso (altro che piccione...), ma per radiofestival potrebbe arrivare molto in alto. Insomma alla decima partecipazione potrebbe fare centro, ma, sempre fedele al suo genere, a Sanremo ha presentato cose migliori.
Primo superospite made in Italy, c'è il novello Grand'Ufficiale Bocelli che esegue "Il mare calmo della sera", il brano che dodici anni fa lo lanciò tra le nuove proposte al Festival. Quindi entra un'ossigenatissima Christina Aguilera, che duetta con l'interprete toscano in "Somos novios". Un altro pezzo del nuovo cd e poi finisce la lunga sua lunga esibizione. Forse tre canzoni sono troppe, ma si tratta pur sempre del cantante italiano più conosciuto all'estero.
La gara riprende, e una Vic versione... maggiorata (il cotone le aggiunge almeno tre misure, e Ilary le dice: "Benvenuta nel club") presenta i Nomadi, che tutti gli altri cantanti in gara pronosticano vincenti. Gruppo dai fans "storici", chissà se con Sanremo sono riusciti a farsi apprezzare anche dalle nuove generazioni. E' il momento del "tu-ru-tu-ru-tu-tu" degli Zero Assoluto, ritmato dal batter di mani anche in sala stampa. Innocui, ma di quell'innocuo che piace ai più giovani. Certo, se pensiamo che nella categoria gruppi c'erano anche Mario Venuti e Noa...
Pensavamo di essere scampati al monologo di Panariello, ma non è così. Ironizza sul fumo e sulla volontà di smetterla con la sigaretta, va meglio delle altre due sere. Una decina di minuti lunghissimi, poi entra sul palco Virna Lisi, 70 anni e ancora un gran fascino. E' al Festival per premiare il vincitore. E intanto la palma dorata cresce.
Altro tuffo del passato, Eros Ramazzotti canta in medley "Terra promessa", "Una storia importante" e "Adesso tu". In sala stampa si scatenano i cori, mancano solo gli accendini. Rimedia alla gaffe del pomeriggio, quando aveva detto che la croce da commendatore appena assegnatagli era "davvero brutta". Ne porta una in miniatura alla giacca, "questa è bella", dice. Entra Anastacia, i due eseguono "I belong to you". Quindi anche loro si esibiscono in un bacio appassionato. Nel salutare la cantante americana, Panariello le augura la miglior fortuna "visto che si sta facendo conoscere adesso in Italia". Adesso?
Abbandona il casual anche Dolcenera, che ha grinta e rabbia, ma a molti ha dato l'impressione di volersi costruire un personaggio. Torna Victoria "sgonfia" ("Ho lasciato le tette di là, stanno posando per un calendario"), e la gara continua. "Essere una donna non vuol dire riempire una minigonna", canta Anna Tatangelo, che in versione femme fatale e senza frangettone la sua mini la riempie davvero bene. E Paolo Beldì si sbizzarrisce in regia.
Anche Laura Pausini ripropone i suoi trascorsi sanremesi, canta "La solitudine" e "Strani amori". Quindi, dopo aver espresso a Panariello il desiderio di innamorarsi e di diventare mamma, esegue "Uguale a lei", riproposizione in italiano di un successo di Charles Aznavour. E intanto accanto alla palma è spuntato un leone gigante.
Puntatina in platea di Vic che stuzzica e interroga il Direttore di Rai 1 Fabrizio Del Noce, seduto accanto ad Alba Parietti, poi riprende la gara con i giovani. Panariello invita il pubblico a un appaluso più vigoroso per le promesse, ma il torto maggiore a questa categoria l'ha fatta l'organizzazione: si sono sempre esibiti a notte fonda!
Simone Cristicchi più che somigliare a Biagio Antonacci è un simil Caparezza, Riccardo Maffoni ha l'aria di trovarsi in finale per caso, e in effetti di meglio rispetto a lui c'era.
Ci si avvicina alla mezzanotte, la serata è trascorsa abbastanza agevolemente, Panariello all'ultima serata ha capito la lezione.
E mentre ormai leone gigante e palma poggiano su una scalinata diventando un elemento della scenografia, vengono premiati con un riconoscimento della Siae i Negramaro, maltrattati allo scorso Festival dove uscirono subito e adesso "risarciti".
E' il momento delle prime proclamazioni: primo premio tra gli Uomini a Povia, tra le Donne ad Anna Tatangelo, tra i Gruppi ai Nomadi, tra i Giovani a Riccardo Maffoni.
Questo non è un festival, è un'estenuante maratona. I quattro finalisti ripropongono le loro canzoni, si cerca di spremere all'inverosimile il televoto. Insofferenza in sala stampa.
Stop alle votazioni, e all'una arriva l'attesissimo duetto Pausini-Ramazzotti, che cantano "Nel blu dipinto di blu", l'altro omaggio a Domenico Modugno. Quindi, finalmente, arriva lo stop al televoto. Entra Virna Lisi, tutto è pronto per premiare il vincitore.