"Scelta sbagliata", dice il regista
Rischia di saltare il progeto legato alla fiction Maigret con Sergio Castellitto. "E' stata una scelta editoriale sbagliata", dice il regista Renato De Maria a proposito dei deludenti dati di ascolto del film tv di Canale 5. La prima puntata di Maigret, in onda lunedì 15 novembre in prima serata, ha vinto di poco contro un film in replica mentre la seconda puntata è stata battuta dal varietà di Raiuno I raccomandati.
Le due puntate hanno avuto una media di 5 milioni 308 mila spettatori, 19,99%, decisamente uno scarso risultato sia rispetto alle attese, sia per il costo-contatto ossia il rapporto tra i costi e gli spettatori, sia per l'impegno profuso nella produzione che ha girato su pellicola da 35 mm, ha ricostruito a Praga la Parigi degli anni '50, si è avvalsa di talenti solitamenti impegnati con il cinema, come il musicista Nicola Piovani, lo scenografo Francesco Frigeri, la costumista Elisabetta Montaldo.
"Lo dico ora, con il senno di poi", aggiunge De Maria, "forse Maigret è per il pubblico televisivo un intoccabile, forse è stato sbagliato pensare a quest'operazione per un pubblico che non fosse quello di nicchia di Rete 4, forse i ritmi delle indagini di Maigret non sono compatibili con quelli della tv di oggi. Maigret è un racconto di atmosfera e non di eventi. Se a questo ci aggiungiamo gli spot".
La composizione del pubblico parla di una platea soprattutto di donne di una certa età e del Nord Ovest, con una buona presenza di pubblico laureato. Il pubblico del Sud, solitamente molto presente sulla fiction si è invece spostato altrove. Il problema però non è solo quello di un bilancio flop dell'operazione perchè Maigret è un progetto di una collezione di film, almeno sei, in coproduzione internazionale. In questo senso l'accordo con la spagnola Telecinco prevede altri quattro tv movie; due sceneggiature, a firma di Francesco Scardamaglia, Nicola Lusuardi e dello stesso Castellitto, sono già pronte.
La Grundy Italia, che produce la fiction, aveva inoltre opzionato dagli eredi Simenon, detentori dei diritti delle opere dello scrittore belga, i diritti tv di 20 titoli. "Ogni decisione è prematura. Su questi dati", dice il produttore Roberto Sessa della Grundy, "c'è molto da riflettere: nessuno se li aspettava, e mi riferisco a tutti noi, broadcaster compreso. Bisognerà analizzare bene i dati anche perchè abbiamo accordi internazionali. Se proseguiremo la serie? Sinceramente adesso prevale lo choc su ogni altra riflessione".