TRA PICCOLO E GRANDE SCHERMO

Addio a Ed Asner: da Lou Grant a Papa Giovanni, una carriera tra Golden Globe e impegno politico

L'attore aveva 91 anni. Quello del giornalista Lou Grant era il personaggio che lo aveva reso celebre ma nella sua carriera si è distinto in numerosissimi ruoli

30 Ago 2021 - 07:07
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Ed Asner, l'attore vincitore di Emmy per "Lou Grant" e il film di animazione "Up" e di numerosi Golden Globe, è morto a 91 anni. Grande caratterista americano, è stato anche presidente due volte della Screen Actors Guild. Oltre che attore, è stato doppiatore e attivista, politicamente schierato a sinistra. In Italia aveva interpretato Papa Giovanni XXIII in una nota fiction.

Cinque Golden Globe e sette Emmy, la gran parte dei quali per aver interpretato il giornalista burbero e senza fronzoli della Cbs Lou Grant, prima in "The Mary Tyler Moore Show" e poi nel drammatico spin-off "Lou Grant". Ed Asner è stato uno dei decani del cinema e della tv americana. Attore, doppiatore e grande caratterista, un volto che anche gli italiani conoscono bene oltre che per i film e serie tv americane per essere stato nel 2002 l'anziano Angelo Roncalli in una popolare miniserie diretta da Giorgio Capitani dedicata a Papa Giovanni XXIII.

Gli spettatori di una certa età potrebbero ricordarlo per una miniserie che alla fine degli anni '70 davvero fece epoca: "Radici", nel ruolo dello schiavista capitano Daviesper, era il 1977 e l'anno prima era stato il patriarca di una famiglia tedesco-americana nella miniserie "Rich Man, Poor Man". Nato a Kansas City il 15 novembre 1929, al cinema è stato l'agente dell'FBI Guy Banister nel film di Oliver Stone del 1991 "JFK - Un caso ancora aperto", Babbo Natale nella commedia di Will Ferrell del 2003 "Elf" e poi nello stesso anno come doppiatore il protagonista del vincitore all'Oscar della Pixar "Up" dando la voce all'anziano costruttore di palloncini Carl Fredricksen.

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Come star della tv ha anche la Walk of Fame a Los Angeles. All'inizio degli anni 80 è stato presidente della Screen Actors Guild, il sindacato degli attori, grazie al suo carisma e al suo attivismo politico: guidò uno sciopero nel 1980 che riuscì a bloccare la produzione per tre mesi e a boicottare gli Emmy di quell'anno: lo scopo era ottenere stipendi più alti per gli attori in considerazione del passaggio delle serie sulle tv a pagamento (una battaglia simile a quella solitaria e apripista di Scarlett Johannson). La cosa non fu indolore: la Cbs cancellò nel 1982 la serie Lou Grant che interpretava nonostante fosse al top degli ascolti fino alla sua quinta e ultima stagione. E' stato attivista fino all'ultimo: ha partecipato lo scorso anno ad una class action di attori per il piano sanitario del sindacato Sag durante la pandemia. Ha continuato a lavorare sempre: recentemente era nel cast di "Cobra kai", lo spin off di Karate Kid, tuttora in onda.

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