Oggi la sfida, 14 anni dopo

Millwall-West Ham, ecco perché è il derby più violento del mondo: quando la rivalità nasce... sul posto di lavoro

I moli di Londra, lo sciopero del 1926 e i morti degli anni Settanta: decenni di tensioni e violenza hooligan nascono da una semplice rivalità commerciale

19 Set 2026 - 13:03
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I tifosi delle due squadre separati da un cordone di polizia e da un settore dello stadio, tenuto appositamente vuoto © Getty

I tifosi delle due squadre separati da un cordone di polizia e da un settore dello stadio, tenuto appositamente vuoto © Getty

Se intorno alle 13.30 di sabato 19 (le 12.30 locali) passaste per sbaglio nelle zone di New Cross e Bermondsey, nel sud-est di Londra... Beh, non passateci. In quell'esatto istante, dopo giorni di tensione tra le tifoserie, sullo storico rettangolo verde del The Den ci sarà il fischio d'inizio del derby più violento del calcio inglese, forse di quello mondiale. E dopo 14 anni di distanza, gemelli diversi separati dalle differenti categorie, Millwall e West Ham tornano a sfidarsi per la centesima volta. Anzi a combattere, in campo così come sugli spalti. E in strada, data la lunga scia di scontri e sangue lasciata dal cosiddetto "dockers derby". Una violenza che non si annida solo nella rivalità sportiva, ma che nasce ed esplode da tensioni industriali dell'East End e dei moli commerciali di Londra. Parte tutto da qui. Dal 1885.

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I club dei portuali e la genesi della rivalità

  Le squadre del Millwall e del West Ham sono state fondate negli ultimi due decenni dell'Ottocento a cinque chilometri di distanza l'una dall'altra. A nascere per primo fu il Millwall nel 1885, grazie alla decisione comune dei lavoratori della fabbrica di conserve JT Morton sulla cosiddetta Isola dei Cani, la penisola creata dalla grande ansa che il Tamigi compie nella zona orientale di Londra, a due passi da Greenwich. Dieci anni dopo fu il turno del West Ham, originariamente noto come Thames Ironworks, creato dai costruttori navali dell'omonima azienda da cui il soprannome "Hammers". I primi, però, si guadagnarono in poco tempo il sostegno della vicina fabbrica Millwall Ironworks, esacerbando una rivalità sportiva con interessi commerciali concorrenti. Diventando il derby dei lavoratori portuali, il "dockers derby".

Lo sciopero del 1926 e le violenze tra hoolingan

 Si arriva così al grande sciopero del 1926. I lavoratori legati ai cantieri navali del West Ham (questo il nome ufficiale dal 1900) incrociarono le braccia. E accusarono molti portuali legati all'area del Millwall di aver continuato a lavorare per salvaguardare i propri salari, affibbiando loro con disprezzo l'etichetta di "crumiri". Fu quella la prima fiammata dell'odio - perché di odio si tratta - tra i due gruppi sociali e le due tifoserie. La violenza rimase però per lo più latente fino agli anni Settanta, quando le bande dei cosiddetti "hooligan" iniziarono a far sentire la loro voce e i loro pugni.

© Getty

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La polizia separa le due tifoserie prima di un dockers derby

Uno dei primi gravi episodi avvenne nel 1972 nello storico stadio del Millwall, The Den: centinaia di tifosi hammers caricarono la curva dei rivali con bottiglie di vetro, coltelli e palline da biliardo. Quattro anni dopo la morte di un fan del Millwall, che morì cadendo sotto un treno durante un confronto con tifosi del West Ham. Quel giorno le due squadre nemmeno si affrontavano. I Lions diffusero opuscoli chiedendo l'omicidio di un tifoso rivale per "ripagare" la morte di due anni prima. Ma non riuscirono a ottenere il loro obiettivo fino al 1986, quando accoltellarono fatalmente un giovane tifoso del West Ham. Furono decenni di imboscate nei pub, lame affilate e quartieri blindati dalla polizia a ogni incontro. O, banalmente, quando le due tifoserie rischiavano di entrare in contatto per questioni di "prossimità".

© Afp

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La violenza negli ultimi anni

 Nel 2009 il derby tornò a fare notizia a livello globale durante un incontro di Coppa di Lega. Le strade intorno allo stadio si trasformarono in un campo di battaglia: un tifoso del Millwall fu accoltellato al petto fuori dall'impianto e la partita fu interrotta più volte a causa di tre massicce invasioni di campo da parte dei tifosi del West Ham. La giornata passò alla storia come la "rivolta di Upton Park", dal nome dello stadio che per oltre un secolo ha ospitato le partite casalinghe degli Hammers. Nella storia sono stati diversi i morti, centinaia i feriti e gli arresti. Un bilancio che avrebbe potuto essere ben più grave se non fosse che i "dockers derby" sono stati sempre più rari.

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La curva dei tifosi del West Ham nel loro stadio, il London Stadium

Il West Ham ha assaporato con frequenza, anzi con costanza, la Premier League. Gli avversari sono invece rimasti impantanati tra Championship e League One, le serie B e C inglesi. L'unica fiammata di passione la guadagnarono nel 2017 quando, durante l’attacco dell’Isis a London Bridge, un 50enne a mani nude sfidò i terroristi armati al grido: "Sono del Milwall". Con la retrocessione degli Hammers nella passata stagione, rieccoli al The Den. Insieme, o meglio uno contro l'altro. Odiati rivali, nemici, come sui moli commerciali di Londra a fine Ottocento.