Cronaca di una giornata e di una partita attesa da 26 anni dai bergamaschi. Una serata da incorniciare, dalla curva alla panchina
di Sauro Legramandi© LaPresse
Qualcuno a Bergamo questa sera ha pianto. Lo ha fatto pensando dove e con chi era 26 anni fa quando l’Atalanta giocò l’ultima volta in Europa. Lo ha fatto alla fine del primo tempo della partita con l’Everton, sul dai-e-segna fra Petagna e Cristante che ha sigillato lo storico 3-0 dei bergamaschi. Lacrime di gioia da consegnare a un selfie per chi è venuto fino a Reggio Emilia. Da immortalare in un tweet o un post per chi è davanti la tv.
L'esodo di massa e l'emozione - C'è tutta Bergamo a Reggio Emilia. In 16mila hanno comprato mini-abbonamenti o biglietti singoli e, presa mezza giornata di permesso dal lavoro, si sono messi sull’autostrada A4. Da Milano a Reggio un torpedone nerazzurro. Allo stadio della città del Tricolore di colori ce ne sono solo due. L’emozione si taglia a fette con lo stadio praticamente pieno a mezz’ora dall’inizio. Quell’emozione si percepisce anche in campo quando arrivano Gomez e compagni per il riscaldamento. Tira aria di appuntamento con la storia al Mapei Stadium. Tra la storia e l’Atalanta di Gasperini solo l’Everton di Rooney che, per l’occasione, sceglie una maglia grigia. Scelta cromatica che si rivelerà pessima già al termine dei primi 45 minuti. Il russo Bezborodov alle 19 in punto fischia, l’Atalanta è in Europa di nuovo dopo un quarto di secolo.
Gasperini s'inventa un Cristante dietro Gomez e Petagna, affidando il centrocampo a De Roon. Indietro Palomino gioca per Caldara e non lo fa rimpiangere. All'Atalanta serve qualche minuto per capire che non siamo a Bergamo, che non siamo in Serie A e che queste sono partite da giocare minuto dopo minuto. Ci pensa Rooney a far svegliare i bergamaschi: tra il 12esimo e il 13esimo minuto sfoggia colpi di classe che Berisha e la mancata precisione non consegnano al tabellino. Passano i minuti e passa la paura.
L’Atalanta cresce, l’Everton arretra con la speranza di poter partire in contropiede. Speranza vana perché i nerazzurri premono sull’acceleratore e non c’è davvero nulla da fare. I marcantoni inglesi in difesa non brillano di coordinamento e piedi buoni, “basta attendere che prima o poi cederanno” avrà pensato Gasperini. E così avviene su un calcio d’angolo propiziato dal migliore in campo, Andrea Masiello. Lo stesso difensore riprende infatti in area una palla sporcata da Keane e mette in rete proprio sotto la curva nerazzurra. Sembra l’apoteosi ma è solo l’antipasto o l’aperitivo che dir si voglia. Perché il gol carica a mille i padroni di casa e allenta la morsa dell’armata inglese. Gomez si traveste in Del Piero e al 42esimo riceve palla al limite dell’area da Petagna e scodella il gol del 2-0 alle spalle di uno Stekelenburg che a Roma si sono già dimenticati.
Atalanta-Everton 2-0 al minuto 42. Il migliore dei sogni della vigilia è ormai realizzato. E perché smettere di sognare? Perché smettere di giocare per aspettare il risveglio degli uomini di Koeman? In attesa della risposta azione da rugby dell’Atalanta con palla da Petagna all’accorrente Cristante. A Stekelenburg non resta che chinarsi a raccogliere in rete il pallone per la terza volta. I bergamaschi di Gasperini dominano ed escono sotto un messe di applausi.
Everton, chi l’ha visto? - L’intervallo vola via tra incredulità e tentativi dei tifosi di recuperare le corde vocali. Gasperini non cambia nessuno in avvio di ripresa, Koeman magari sarebbe tentato di cambiarli tutti. Non può e allora fa uscire Rooney, subissato dai fischi come ogni giocatore temuto. I grigi inglesi non cambiano registro, nonostante il pesante ko; la palla sembra scottare dalle parti di Keane, Schneirderlin e soci: nessuno si prende la responsabilità di tentare un dribbling o una giocata degna di nota. Basti pensare che il primo calcio d’angolo inglese arriva al 77esimo. L’Atalanta non chiede di meglio: De Roon e Freuler blindano la mediana e la partita è in cassaforte. Anzi: Petagna e Cristante ci provano ancora a arrotondare il bottino. Freuler ci va vicino colpendo la traversa. Ma tre gol in 45 minuti dopo ventisei anni possono bastare: l’Everton non è pervenuto e l’Atalanta fa il suo ingresso in Europa dalla porta principale. Prima da sola in vetta al girone.
Da brividi l’uscita al 77esimo di Andrea Masiello, tra i migliori in campo. E una domanda: perché non concedergli una chance in Nazionale? In campo è da tempo una sicurezza. Fuori ha sbagliato in passato ma ha pagato (e in Italia non capita a tutti) ed è tornato più forte di prima.