"Ma la reazione non si giustifica"
Pur condannando la reazione dei tifosi, Ivan Ramiro Cordoba dichiara di capire il loro stato d'animo: "Dopo l'annullamento del gol di Cambiasso, la rabbia dei tifosi era comprensibile. Anche se la reazione del lancio di oggetti non si giustifica". Sullo stesso tono Veron: "Non è giustificabile quanto fatto dai tifosi, ma lo si può capire. Sul gol annullato l'arbitro ha visto qualcosa che noi non siamo riusciti a vedere".
L'Inter, per bocca dei suoi giocatori, non condanna del tutto l'atteggiamento dei tifosi, che con i lanci di oggetti in campo hanno portato alla sospensione del derby. Alcuni nerazzurri sembrano almeno in parte capire l'esasperazione della gente, e preferiscono parlare dell'errore di Merk sul gol annullato a Cambiasso. Sebastian Veron precisa che "non è giustificabile quanto fatto dai tifosi, ma lo si può capire. Non so cos'abbia visto l'arbitro perchè per me era gol ma lui ha visto qualcosa che noi non siamo riusciti a vedere". Veron spiega che "il Milan è una grande squadra mentre l'Inter non lo è ancora" ma è convinto che "i rossoneri non siano stati migliori dell'Inter, hanno semplicemente sfruttato meglio le occasioni". "Conosco i capi ultrà - spiega Materazzi - e so che sono persone intelligenti, che non volevano che tutto ciò accadesse. Mi dispiace perchè certe cose non devono accadere ma posso capirli". Anche Esteban Cambiasso giudica insufficiente l'arbitraggio di Merk: "Non so perchè ha annullato il gol ma poteva anche convalidarlo visto quello che è poi successo. Mi ha detto che io non ho fatto fallo, ma non sapeva neanche lui chi lo avesse fatto". Infine Ivan Ramiro Cordoba: "A questi tifosi noi stasera non possiamo dire nulla - ha aggiunto Cordoba - Non abbiamo saputo dar loro le soddisfazioni che si attendevano. Mi dispiace aver fatto un applauso polemico all'arbitro dopo la sospensione della gara, è stata una reazione istintiva. Ma non è un insulto. E poi mi chiedo perchè abbia annullato il gol di Cambiasso, anche lui non sapeva spiegare, ha parlato di un fallo su Dida ma non ricordava di chi...".