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San Siro cede all'incantesimo di The Weeknd: fan come "Moth to a Flame" davanti a uno show di fuoco

Tre date che fanno il tutto esaurito. La superstar canadese torna a Milano e tra hit e scenari distopici, per i fan è impossibile dimenticare una notte "Lost in the Fire"

di Melissa Scotto Di Mase
25 Lug 2026 - 14:12
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Quaranta brani in scaletta. Due ore di show e San Siro cade ai piedi di The Weeknd, la superstar canadese arrivata a Milano per la seconda volta in tutta la sua carriera. Nel 2023 aveva registrato il tutto esaurito con una doppia data all'Ippodromo La Maura, quest'anno replica il tour dei record. Tra hit e scenari distopici, per i fan è impossibile dimenticare questa notte "Lost in the Fire".

Immersi in un universo distopico

 Una maschera nera con occhi rossi nasconde il suo volto al suo ingresso. Una gigantesca statua dorata è al centro del palco e attorno trenta ballerini con tuniche rosse danzano in quello che appare un paesaggio apocalittico, con giochi di luci, fumo e laser. Il cantautore canadese vuole creare magia e ci riesce.

Trasforma San Siro in un universo cinematografico e, davanti a uno stadio stracolmo, dà prova di essere una delle più grandi popstar del pianeta. Il 24 luglio è la prima delle tre date dei concerti ospitati dal capoluogo lombardo dell'After Hours Til Dawn Tour, che porta Abel Tesfaye sul palco del Meazza per un intero weekend.

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L'ingresso in scena, i brani e le lacrime

 Arriva sul palco tra il boato del pubblico, avvolto in un lungo trench nero. La sensazione immediata è quella di uno show monumentale, costruito attraverso un racconto visivo oltre che musicale. "Baptized in Fear" apre lo spettacolo, accompagnata dalla presenza scenica dei ballerini mascherati posizionati sulle quattro rampe del palco.

Poi è il turno di "Open Hearts", qui la danza si concentra attorno alla grande statua dorata, commissionata all'artista giapponese Hajime Sorayama e al suo immaginario robotico, elemento centrale di una scenografia che richiama una civiltà distrutta e insieme proiettata verso il futuro. Alle spalle dell'artista, città inghiottite da portali dimensionali. Una Metropolis di Fritz Lang diretta nell'ignoto, una Blade Runner ancora più distorta.
 

Le clou du spectacle

  Sulle note di "After Hours", "Starboy" e "Cry For Me" San Siro si infiamma, mentre "Take My Breath" trascina il pubblico in un'esplosione di energia. Poi tocca a "The Hills", tra fuochi e pirotecnica, conferma la vocazione di una produzione che non lascia attimi sospesi. Tesfaye fa fatica a trattenere l'emozione e più volte, nel corso del concerto, cerca pause in cui far rifugiare le sue lacrime.

Si muove di continuo, cerca il pubblico e corre ad abbracciarlo. La sua voce resta le clou du spectacle. Il pop idol canadese ringrazia più e più volte la città milanese del calore in grado di trasmettergli. Non si risparmia e cita anche Giorgio Moroder: "Senza di lui non sarei qui", ammette nell’omaggio al padre italiano della disco music e dell’elettronica, con il quale ha collaborato in passato.

L'artista "cupo e misterioso" e il gran finale

  Per certi versi l'artista ha creato un universo che gli somiglia. Nato nell'anonimato di Internet, è stato capace di attraversare r'n'b, pop, elettronica e atmosfere retro. I numeri raccontano meglio di qualsiasi definizione la dimensione del fenomeno.

The Weeknd è l'artista che ha portato "Blinding Lights" a diventare il brano più ascoltato nella storia di Spotify, mentre la sua discografia ha generato miliardi di streaming in tutto il mondo. Il suo successo non è soltanto digitale: il tour che lo porta a Milano è uno dei grandi eventi della musica dal vivo internazionale di quest'anno. Ed e proprio "Blinding Lights" il momento della consacrazione definitiva.  Sull'attacco delle prime note San Siro cede all'incantesimo. Il finale è affidato alle atmosfere più oscure di "House of Balloons" e "Moth To A Flame", tra fuochi d'artificio e giochi di laser.

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