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Spike Lee, per la partita delle finali NBA dei New York Knicks, ha sfoggiato una maglia della squadra autografata da Papa Leone XIV. Un regalo del Pontefice, consegnatogli a novembre, quando il regista insieme ad altri artisti era stato ricevuto in udienza. "Indosserò una maglia numero 14 dei Knicks che mi ha autografato", aveva scritto Lee su Instagram. Proprio come lui, anche Papa Leone è tifoso della squadra di Chicago, in quanto originario della periferia sud della città. "Rinuncerei a un premio Oscar pur di vedere i Knicks vincere un campionato", aveva dichiarato il regista al programma Inside the NBA.
Le altre celebrities a fare il tifo
I New York Knicks hanno giocato in casa, al Madison Square Garden, davanti a una platea di celebrità: oltre al presidente americano Donald Trump e al sindaco Zohran Mamdani, hanno presenziato anche Timothée Chalamet, Kylie Jenner, Ben Stiller, Tracy Morgan, Tina Fey, DJ Khaled, Derek Jeter, Eli Manning e Larry David. Chalamet, Stiller, Lee e Morgan si sono accomodati ai loro abituali posti del Celebrity Row, diventato uno dei simboli di questa cavalcata dei Knicks verso il titolo.
L'incontro del Papa con registi e attori
A novembre 2025, Papa Leone aveva ricevuto in Vaticano circa 160 esponenti del mondo del cinema italiano e internazionale. Da Cate Blanchett e Marco Bellocchio a Viggo Mortensen e Monica Bellucci, fino a Sergio Castellitto, Matteo Garrone, Ferzan Ozpetek, Stefania Sandrelli, Gus Van Sant e Abel Ferrara. "Il grande cinema non sfrutta il dolore: lo accompagna, lo indaga. Dare voce ai sentimenti complessi, contraddittori, talvolta oscuri che abitano il cuore dell'essere umano è un atto d'amore", aveva detto il Pontefice, che ha poi aggiunto: "L'arte non deve fuggire il mistero della fragilità: deve ascoltarlo, deve saper sostare davanti ad esso. Il cinema, senza essere didascalico, ha in sé, nelle sue forme autenticamente artistiche, la possibilità di educare lo sguardo".
