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Pearl Jam, due concerti a Seattle per donare quasi 10 milioni di dollari ai senzatetto della città

La band del frontman Eddie Vedder protagonista in casa con "The Home Shows"

Pearl Jam, due concerti a Seattle per donare quasi 10 milioni di dollari ai senzatetto della città

Con un doppio concerto, i Pearl Jam sono tornati a suonare nella loro Seattle, dopo 5 anni. L'intento era quello di raccogliere fondi per i senzatetto della città: alla fine sono stati destinati in tutto quasi 10 milioni di dollari a diverse associazioni. Lo ha riportato la testata locale "Komo News", raccontando l'incredibile entusiasmo che il loro doppio live allo stadio Safeco Field ha generato.

"Con i loro 'Home Shows' sono stati letteralmente capaci di portare più gente nelle case, tirandoli fuori dalle macchine, dalle tende, dai marciapiedi per farli finalmente arrivare in uno spazio sicuro", ha spiegato uno dei responsabili delle quaranta associazioni beneficiarie della donazione: "Fino a ora, occupavamo edifici destinati alla demolizione. Ora per la prima volta possiamo comprare una casa", ha aggiunto. 

I Pearl Jam con gli "Home Shows 2018", sono tornati nella loro città natale anche come “eroi impegnati nel sociale”: grazie alla loro notorietà, hanno coinvolto tantissimi enti in tutta la città di Seattle, e destinato il 90% degli incassi alla causa. 

I due concerti, andati in scena l'8 e 10 agosto, sono stati un evento incredibile. I Pearl Jam infatti, all'interno della scaletta del concerto, hanno reso un doppio e sentito omaggio musicale. Il primo ai Soundgarden e a Chris Cornell, cantante e chitarrista scomparso tragicamente il 18 maggio di un anno fa. Sul palco con la band di Eddie Vedder hanno suonato per l'occasione anche il batterista Matt Cameron e il chitarrista Kim Thayil eseguendo il brano "Missing". 

L'altra dedica è stata per Tom Petty, morto nell'ottobre del 2017 , a cui la band di Seattle ha tributato un’emozionante versione di "I Won’t Back Down".

Nella scaletta poi c'è stato spazio per due cover da brividi: "Interstellar Overdrive" dei Pink Floyd e "Baba O’Riley" degli Who.

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