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Mika racconta il suo passato difficile: "Col nuovo disco volevo prendere le distanze da me stesso"

In occasione dell'uscita di "My Name is Michael Holbrook", il cantante rivela i drammi familiari vissuti, l'incidente di sua sorella e la mancanza d'ispirazione

mika 2019

Dopo quattro anni di silenzio artistico, Mika ritorna con un nuovo album, My Name is Michael Holbrook, e racconta a Vanity Fair episodi del suo difficile passato: il dramma che l'ha allontanato da suo padre, le pressioni della madre, l'incidente di sua sorella, la crisi creativa che ha attraversato dal 2015 in poi, quando è uscito il suo ultimo disco, No place in Heaven: "Volevo prendere le distanze da Mika" - spiega.

“Non avevo niente da dire” - Due anni fa, in cerca di ispirazione e di un distacco da quel personaggio che gli stava ormai troppo stretto, l'artista fece visita alle tombe dei suoi antenati, in un cimitero della Georgia. “Vedere il mio nome su tutte quelle tombe mi ha esaltato, è stato bello conoscere quel pezzo della mia identità ancora inesplorato. Ho sentito il bisogno di difendere le mie radici e ho cominciato a scrivere: My Name is Michael Holbrook, I was born in 1983”. Da lì, il titolo del nuovo album, nel quale per la prima volta usa il suo nome di battesimo.

Il distacco dal padre e il tracollo economico - Quando il cantante aveva sette anni, suo padre, consulente finanziario, fu preso in ostaggio nell'ambasciata americana in Kuwait. Rilasciato dopo mesi, tornò a casa completamente cambiato. “Noi figli non lo riconoscevamo più", racconta. “Quel trauma è coinciso con un tracollo economico: abbiamo perso la casa, i creditori venivano a pignorarci i mobili. Così ci siamo trasferiti a Londra dove abbiamo vissuto in un bed and breakfast per due anni. Dovevamo ricostruire la nostra vita da zero. È in quel momento che tutti i miei problemi sono esplosi, primo fra tutti la dislessia, e poi un insegnante violenta e l'espulsione da scuola».

La scoperta della musica e le pressioni della madre - Fu proprio in quel momento di difficoltà, che il cantante libanese intraprese la strada della musica. Ma con la scoperta del suo talento, cominciarono anche le forti pressioni da parte della madre, che voleva a tutti i costi il suo successo e gli imponeva quattro ore di esercizio al giorno. «Mia madre accettava lavori in tutta Europa, anche quando non ci venivano pagati il viaggio e l'albergo. E così io, lei e le mie sorelle, Jasmine e Paloma, dormivamo nella nostra vecchia Toyota Previa, fuori dal teatro in cui avrei dovuto esibirmi”, dice, ammettendo inoltre che la paura del fallimento che l'ha soffocato negli ultimi anni, è nata proprio dalle pressioni di sua madre.

L'incidente della sorella Paloma - Nove anni fa, la vita di Mika fu sconvolta da un incidente che quasi costò la vita a sua sorella Paloma. Affetta dalla nascita da una paralisi alla parte sinistra del corpo, che le ha impedito di realizzare il sogno di fare l'attrice, la ragazza cadde da una finestra al quarto piano, rimanendo infilzata in una cancellata. “E' stata una scena terribile”, ricorda l'artista.

Un nuovo inizio - Ora Mika sostiene di essere più sereno e di avere recuperato il rapporto con il padre e la fiducia nella sua musica: “Ho iniziato con l'idea che il personaggio di Mika e  la musica erano stati presi da me contro la mia volontà. Poi ho capito che non era vero, che non è stata tutta una costruzione di mia madre, l'ho voluto io. Ho fatto pace con gli ultimi 12 anni. Perché l'unico modo che conosco per vivere ed esprimermi è creare musica, scrivere, esibirmi. Senza questo non esisto”.