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I Camillas, fuori da ogni schema con il potere dell'ironia: ecco il nuovo "Discoteca Rock"

Mentre è partito il loro "Festa e Sangue tour", il gruppo di Pesaro ha raccontato a Tgcom24 lʼultimo disco

Camillas

In giro dal 2004, I Camillas sono indiscussi alfieri di un superpop italiano divertente, ironico, trasognante e scanzonato. Sabato 22 dicembre arrivano sul palco del Serraglio di Milano per una tappa del "Festa e Sangue Tour", durante il quale presentano il loro nuovo disco, "Discoteca Rock", uscito a ottobre. Miglior descrizione di questo sesto lavoro in studio, lo ha dato il loro producer: "È un disco concepito nel 77, registrato nel'’84 , mixato nel 93 e uscito nel 2018. Un disco per chi allena tifoserie da mondiale, un disco per chi va al mare incazzato, un disco da pic nic sott'acqua". Diverse le collaborazioni, tra cui spicca il tastierista de Le Orme, Tony Pagliuca, e le cover presenti: da "Cattolica" di Pop X a "Il mare sopra e sotto" di Enzo Carella. A Tgcom24 hanno raccontato i loro 14 anni sui palchi d'Italia, l'allargamento del gruppo (partito da un duo) e il nuovo album.

2018: 14 anni di Camillas. Prima di festeggiare i 15 anni con parate lungo le strade, ditemi cosa sono i Camillas oggi
Oggi I Camillas sono 4. In 14 anni sono sbocciati due nuovi fratelli: Michael suona la batteria e si occupa di registrare e produrre le nostre canzoni; Theodore al basso gestisce la profondità e la pulsione ritmica. Oggi I Camillas stanno abbandonando l'introspezione e l'arte come specchio dell'anima. Riflettiamo la realtà. Ci arriva addosso e la rilanciamo agli altri. Questione di corpi, di agitazione, di ballo. Oggi I Camillas non hanno tempo per preparare le parate, attratti come sono dalla possibilità di far scorrere le strade sotto i piedi delle persone.

Cosa è cambiato per voi dai tempi di "Everybody in the palco"?
E' cambiato il mondo intorno a noi e dentro di noi. Il gioco è tra l'abbandonarsi al flusso o modellare le proprie piccole lapidine di resistenza interiore. Un equilibrio complicato, che abbiamo affrontato cercando sempre di rilanciare, sperimentando concerti in situazioni sempre diverse, cambiando l'assetto del nostro concerto, modificando i modi per comporre le canzoni e registrarle. Senza imposizioni innaturali, ma per fame di sperimentare e provare e spaccare e raccogliere i cocci e incollare. Non facciamo altro che giocare.

Come è nato "Discoteca Rock" e perché avete scelto questo titolo
Discoteca Rock è un omaggio ai locali che propongono, per le notti di ballo, miscugli di musica rock, tecno, disco....in una successione più attenta all'emozione che alla coerenza stilistica. Locali diffusi, fino ad una decina di anni fa, ed oggi quasi spariti. Ma l'omaggio è alla Discoteca Rock vissuta fino allo sfinimento, nello sfondamento dell'alba e nel pieno della luce del giorno. La copertina rappresenta proprio questo: ballerini stremati, che però non si fermano e, mentre il giorno penetra nitido alle loro spalle, continuano a rimanere nel buio, a ciondolare, a sfiorarsi, abbracciarsi, spingersi. Ed è una foto reale, scattata alle 10 del mattino in un locale di Amburgo da Mirko Spino di Wallace Records. Il disco è stato registrato tra Venezia e sottoterra, tra il gennaio e il luglio 2018. Alcuni brani sono stati appositamente composti per il disco, fra il settembre ed il dicembre 2017. E con Discoteca Rock abbiamo strutturato anche l'apparato organizzativo: il disco esce per La Famosa Etichetta Trovarobato di Bologna, i concerti sono seguiti da Panico Concerti e A Buzz Supreme è l'ufficio stampa. Non ci attardiamo ora a descrivere l'ipertecnologico sistema audiofonico dei concerti, che permette al suono di attraversare i vestiti e crescere come prato di lupini nei cuori degli ascoltatori.

In questi anni è cambiato l'indie italiano (come tutto intorno a lui). In questo di oggi siete a vostro agio o vi sentite come la pecora della copertina del disco dei Minor Threat ("Out of step")?
La pecora nera che cambia direzione e punta verso una possibile fuga dal quadrato geometrico della copertina! Ed il prezzo imposto in alto, nell'angolo opposto. Non sappiamo se sia una questione di agio o disagio. Possiamo dire che molte forme, attraverso le quali attualmente si rappresenta la scena indipendente italiana, non ci piacciono proprio: la propensione per il giochino di parole intelligente; la nostalgia e la malinconia come sentimenti dominanti; il romanticismo come unica prospettiva estetica; tutte quelle robustissime dosi di sensazionalismo ed eventismo. Si sperimenta più? Si affrontano più le cose senza calcolo e scientifico previsionismo? Siamo stati punk per far tornare, ammantate di novità e clamore, le canzoni di Vallesi e Gatto Panceri?

Le cover vi piacciono. Sono presenti anche nell'ultimo disco. Quali vostre versioni vi piacciono di più e quali vorreste fare in futuro?
Rifare canzoni di altri è per noi far sapere a tutti e tutte quanto bene vogliamo a quella canzone ed a chi l'ha fatta. Sono omaggi d'amore. In Discoteca Rock abbiamo Enzo Carella e PopX. Poi spesso dal vivo ci lanciamo nell’interpretazione di Marina (nella versione di Marino Marini) cercando di scomporla ed enfatizzandone il lato drammatico, pur rimanendo nell’ambito del gioco supremo . E anche Gelati degli Skiantos sta comparendo ultimamente ai nostri concerti, dove si rallenta fino a sbrodolarsi la mano di stracciatella d’amore . E poi c’è “Prova a darmi un bacio” di Bruno Martino, che è entrata nel nostro obiettivo proprio di recente e che speriamo subisca un trattamento camillo al piu’ presto, perché è un brano troppo squisito per essere dimenticato .

A proposito di cover e tv. Dopo "Italian's Got Talent" fareste "X Factor"?
I Camillas vanno dappertutto e dappertutto fanno quello che sono. Questa è una regola a cui non rinunciamo. Se una luogo o una situazione ci costringono a modificare troppo la nostra forma di espressione e creazione, purtroppo dobbiamo fuggir via, lesti come lepri. Con lo stesso sguardo. Quindi X Factor certamente. Andiamo lì e vediamo. Vorremmo anche fare Giochi senza Frontiere e Stryx.