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Enrico Nigiotti tra musica e paternità: "La mia vita artistica riparte da una 'ninnananna'

Il cantautore, diventato papà di due gemelli a marzo, ha pubblicato il nuovo singolo e torna dal vivo con alcuni show unplugged. Tgcom24 lo ha intervistato


Enrico Nigiotti tra musica e paternità: "La mia vita artistica riparte da una 'ninnananna'  - foto 1
Ufficio stampa

Enrico Nigiotti è tornato.

Dopo essere diventato papà di due gemelli a marzo, il cantautore livornese ha pubblicato un nuovo singolo figlio della sua esperienza di padre, "ninnananna". Nel brano, una classica ballad d'autore, Nigiotti racconta il più grande cambiamento della sua vita e al tempo stesso inaugura anche una nuova stagione artistica. "Questa per me è la canzone più importante - dice a Tgcom24 -, perché rappresenta il più grande cambiamento della mia vita, l'essere diventato padre". Nigiotti sarà dal vivo l'8 dicembre a Roma, il 9 dicembre a Milano e il 13 dicembre a Firenze, con "Unplugged", uno show anteprima di quello che sarà il nuovo tour e durante il quale non mancheranno le sorprese, tra rivisitazioni dei suoi successi e anticipazioni delle prossime uscite discografiche.

 

 

Quando hai sentito il bisogno di mettere in un brano i sentimenti che stavi vivendo?

È una canzone che volevo scrivere già durante la gravidanza ma non volevo scrivere di qualcosa che mi stavo semplicemente immaginando. Padre diventi realmente quando li prendi il braccio e poi prendi coscienza piano piano, più passa il tempo. E non volevo neanche che fosse un qualcosa di altamente didascalico, come "Nonno Hollywood". La mia idea era quella di fare quasi una canzone d'amore, quindi un qualcosa abbastanza generalizzante intesa con sentimento, una sorta di augurio, qualcosa che poteva passare oltre all'età o ai mesi di vita, ma che puoi dedicare anche tra trent'anni a un figlio cresciuto o, addirittura, tralasciando alcune parti del testo, anche a una donna, a un uomo. 

 

Tra l'altro sei diventato padre in maniera importante, con due gemelli. Il fatto che fosse questo arrivo fosse doppio ha cambiato qualcosa nel modo di pensare la canzone?
Volutamente non ho voluto metterla al plurale, comunque è una canzone per entrambi e quindi è a giusto che quando cresceranno ognuno dei due se la vada ad ascoltare singolarmente. I gemelli vengono sempre affiancati, per cui per me era bello che avessero perlomeno qualcosa che anche se è allo stesso tempo dedicato a entrambi ma che se la potessero ascoltare tranquillamente al singolare. Tra l'altro Duccio e Maso sono gemelli eterozigoti per cui si assomigliano ma non sono identici.

 

Questo nuovo singolo in che modo rappresenta l'apertura di un nuovo percorso artistico?

Io sono stato fermo un po' perché volevo scrivere e avevo bisogno di stoppare un attimo per cominciare a incasellare cose. Di fare i miei viaggi, di vivere cose nuove, per non parlare sempre delle stesse cose. E' sicuramente un percorso più maturo, ma non tanto a livello di argomenti, ovviamente, perché comunque parlo sempre di quello che è la mia vita. La maggior maturità viene dal fatto che ormai è un po' che lo faccio e in più ho la fortuna che in questa bolla in cui mi trovo ho la libertà di essere quello che voglio essere e fare la musica che voglio io, senza paletti. La maturità sta nel fatto di prendere coscienza di quello che sono e farlo semplicemente, senza seguire nessuno schema. 

 

Hai detto che ti sei fermato perché volevi in qualche modo ricaricare, ricaricarti di argomenti, di momenti di vita da mettere nelle tue canzoni e poi scrivere. Oltre "ninananna", quanti pezzi hai scritto in questo periodo?

E' stato un periodo molto fertile, ho scritto diverse canzone, cinque o sei delle quali sono già finite, anche prodotte. Ma non mi voglio fermare: dopo il tour e qualche giorno di vacanza a gennaio voglio entrare in studio per scrivere. Perché io non sono uno che riesce a scrivere a tavolino e nemmeno scrivo tutti i giorni. Posso stare mesi senza toccare la chitarra acustica. Ma poi arriva il momento in cui "c'è la penna", che sento che le parole vengono fuori insieme alla musica, e tutto viene in maniera naturale. Quindi voglio approfittare di questo momento e cercare di produrre il più possibile per poi scegliere le cose migliori.

 

Adesso affronti tre date dal vivo a Roma, Milano e Firenze e sono concerti acustici. Come mai hai scelto questo tipo di veste per questi show?

Volevo innanzitutto fare un concerto completamente "nudo e crudo", un po' "alla vecchia maniera" dove i musicisti suonano e quello che senti è solo frutto degli studenti e non di sequenze. E in più volevo che gli arrangiamenti si avvicinassero di più a quello che era il provino, piuttosto che a quello che poi esce una volta passato dal produttore o dal discografico. In più in questi spettacoli vorrei raccontarmi e raccontare come sono nate le canzoni, un po' sulla falsariga di uno storico programma di Mtv che si chiamava "Storyteller". E poi l'idea è anche quella di fare ascoltare qualche canzone nuova, sicuramente almeno un inedito che potrebbe essere il prossimo singolo. Saranno tre serate speciali, come se invitassi la gente nel salotto di casa mia. 

 

"Unplugged" viene definito "uno show anteprima di quello che sarà il nuovo tour". Pensi che anche il nuovo tour potrebbe avere una resa sonora diversa da quella classica, con rivisitazioni dei tuoi pezzi storici?

Questo "Unplugged" potrebbe essere uno dei miei tour più importanti, lo sto sentendo molto, forse perché è il mio vero habitat. Una cosa supersuonata, acustica, senza condimenti. Alla fine non... Io sono sempre stato uno che le canzoni l'ha scritte con la chitarra acustica. Qui siamo in trio, siamo una banda ristretta e tutto suona più di cuore. Sarà tutto molto a istinto e questa è una cosa che fa parte della mia vita, ma non solo musicale, proprio del mio essere umano.  

 

Con l'arrivo dei gemelli, come è cambiata la tua organizzazione tra vita privata e vita professionale? Quanto tempo ti porta via andare in studio, far le prove e quanto magari questo ti pesa perché è tempo portato via ai gemelli?

In questi ultimi mesi sono stato più fuori che in casa, sono sempre in giro tra studio e prove per il concerto. Però fa parte del mio lavoro, quindi sono felice. E non ti nego che ogni volta che sono fuori... poter dormire otto ore di filata per me è bellissimo, perché ormai è diventato un sogno poterlo fare. Quindi di giorno i miei figli mi mancano moltissimo, ma la notte assolutamente no... Quando vado via per lavoro in realtà diventa una vacanza di riposo.

 

Le date Unplugged di Enrico Nigiotti

Venerdì 8 Dicembre 2023 - ROMA - AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA ENNIO MORRICONE - SALA SINOPOLI

Sabato 9 Dicembre 2023 - MILANO – SANTERIA TOSCANA 31

Mercoledì 13 Dicembre 2023 - FIRENZE - TEATRO PUCCINI

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