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Electropark: a Genova torna il festival di elettronica e arti visive tra tradizione e contemporaneità

Lʼottava edizione dal 16 al 19 ottobre si focalizza sulla valorizzazione del tessuto urbano genovese e alla ricerca di territori musicali inesplorati

Diciotto artisti da dieci Paesi, undici act tra cui due prime italiane e un debutto mondiale. Sono i numeri dell'ottava edizione di Electropark. Dal 16 al 19 ottobre il festival porterà in alcuni luoghi storici di Genova (Villa del Principe, San Giovanni di Pré, Magazzini del Cotone) un programma che punta all'interazione tra tradizione e contemporaneità. In una parola, contaminazione. La manifestazione punta a raccontare i percorsi e gli sviluppi delle sonorità elettroniche globali, schierando nomi come Wiliam Basinski, Andrew Weatherall, Ramzi, Giant Swan.

La manifestazione si focalizza sulla valorizzazione del tessuto urbano genovese, offrendo un ponte tra Porto Antico, Palazzo Ducale e il quartiere di Pré che metta in relazione patrimonio artistico e offerta culturale. Il programma musicale vuole mostrare la vocazione ad attraversare confini e frontiere di ogni tipo alla ricerca di territori inesplorati e sarà anche impreziosito da un ricco palinsesto di approfondimenti e talk.


Si parte mercoledì 16 ottobre con Alberto Barberis impegnato in un live audio-video in cui la musica barocca incontra l'elettronica, mentre il giorno dopo spezio ai live in prima italiana di Tomoko Sauvage ed Emmanuelle Parrenin. La prima fautrice di un'affascinante elettroacustica che prende vita dal suono di ampolle di vetro, mentre la seconda offrirà una performance usando strumenti del folklore come arpe e ghironde. Venerdì 18 tra gli altri, saranno protagonisti RAMZi con i suoi suoni dub dilatati e liquefatti e il guru dell'elettronica contemporanea Andrew Weatherall. Sabato 19 due nomi su tutti. Il geniale artista di ambient totale William Basinski accompagnerà la performance audiovisiva site specific "10000 Peacock Feathers in Foaming Acid", realizzata dagli artisti Evelina Domnitch e Dmitry Gelfand, e Jamal Moss a.k.a Hieroglyphic Being. Basinski che si muove su coordinate afrofuturistiche, rifacendosi al lavoro di Sun-Ra e definendo la propria musica" cosmic Be-Bop".

 

PRIMA DEL FESTIVAL - Nei giorni di avvicinamento al festival, si segnala l’attivazione di Genoa Soundscape Project, workshop itinerante di field recording in cui saranno esplorati e catturate le voci dei luoghi più rappresentativi del festival, tra Prè, Maddalena e Porto Antico. Il workshop porterà alla costruzione di un’inedita mappa sonora del capoluogo ligure (diventerà accessibile al pubblico per tutti fino alla conclusione del festival).
Ad inaugurare la settimana del festival, sarà lunedì 14 ottobre a Palazzo Ducale "Il capitale relazionale di una città: dialoghi intorno all'intelligenza collettiva e al valore culturale", talk di approfondimento che vuole stimolare uno sviluppo consapevole delle risorse relazionali all’interno di una dimensione urbana.

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