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Attesa per la Prima della Scala, in scena il "Macbeth" di Verdi

Per l'apertura della stagione lirica del Piermarini, la versione dell'opera di Davide Livermore, diretta da Riccardo Chailly: contemporanea, onirica con l'ambientazione in un mondo distopico 

Un "Macbeth" dei giorni nostri: le foto dell'opera in scena alla Scala

È l'evento culturale più importante dell'anno e Milano si prepara alla Prima della Scala del 7 dicembre, la settantesima da quando Victor de Sabata decise che l'inaugurazione della stagione lirica sarebbe avvenuta a Sant'Ambrogio, patrono della città. In scena il "Macbeth" di Giuseppe Verdi con la bacchetta di Riccardo Chailly, la firma di Davide Livermore sulla regia, le grandi voci di Anna Netrebko, Luca Salsi, Francesco Meli e Ildar Abdrazakov.

 

 

VIP ANNUNCIATI E CONTROLLI - Sarà una Prima pop alla Scala, che segna il ritorno del pubblico all'inaugurazione della stagione, dopo lo stop dello scorso anno a causa del Covid. L'emergenza intanto non è ancora finita e lo dimostrano il controllo del green pass all'ingresso e la mascherina che ciascuno dovrà tenere, ma c'è voglia di lasciarsi tutto alle spalle o per lo meno di scordarlo per una sera. Lo dimostrano anche i tanti vip annunciati: da Manuel Agnelli a Diodato, da Giorgio Armani a Cate Blanchett, da Maurizio Cattelan a Cesare Cremonini, oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a quella del Senato Maria Elisabetta Casellati al ministro della Cultura Dario Franceschini. Ci saranno Marracash e Ornella Vanoni, Roberto Bolle e Placido Domingo. Sarà presente, come d'abitudine, anche la senatrice a vita Liliana Segre, così come l'ex premier Mario Monti insieme alla moglie Elsa. Ci anche alcuni dei più famosi esponenti italiani dell'arte a livello mondiale: Maurizio Cattelan, Francesco Vezzoli e Gianmaria Tosatti. Agli spettatori è richiesto di arrivare per tempo, non tanto per i controlli del green pass, ma perché la platea chiuderà alle 17:30 prima dell'arrivo del Capo dello Stato, che prenderà posto nel palco centrale per l'ultima volta nel suo settennato.

 

APPLAUSI PER L'ANTEPRIMA UNDER 30 - In attesa di sapere come sarà accolto "Macbeth" dal pubblico vip, tanto entusiasmo e ben 11 minuti di applausi scroscianti sono stati tributati all'anteprima dagli spettatori under 30 a tutti i protagonisti. Veri e propri boati entusiasti a Anna Netrebko (Lady Macbeth) e al baritono Luca Salsi, un soddisfattissimo Macbeth. E applausi anche per Chailly e per la regia di Davide Livermore che ha convinto il pubblico dei giovani. È stata una festa l'anteprima giovani e lo è stato più che in passato, una sorta di rivalsa dopo lo stop di in anno dovuto al Covid per gli under 30 che avevano bruciato i biglietti in vendita online in poche ore. 

 

LA MESSA IN SCENA - Con la regia di Davide Livermore, e con un "poker d’assi" di voci soliste, Anna Netrebko (Lady Macbeth), Luca Salsi (Macbeth), Ildar Abdrazakov (Banco) e Francesco Meli (Macduff), "Macbeth" racconta il dramma dell'ambizione politica ad ogni costo, del delitto e del rimorso, fatti comuni ad ogni tempo della storia dell'uomo. "Raramente un'opera riesce a parlare alla contemporaneità come fa il Macbeth", ha spiegato Livermore a proposito dell'opera che inaugura il teatro milanese per la quarta volta nella sua storia, accade una volta ogni 22-23 anni.

 

UN MACBETH "ONIRICO E DISTOPICO" - Alla presentazione, il regista si è soffermato sul fatto che sia "un dramma universale perché sempre attuale nella storia dell'uomo. E' il racconto della catastrofe di una società non attraverso la cronaca ma attraverso un altrove, che potrebbe essere New York, come Singapore o Milano perché di fronte alla dittatura gli esseri umani sono tutti nella stessa barca". "Il contemporaneo che metteremo in scena è un incubo, una realtà onirica distopica in cui la nostra contemporaneità si autogenera in un modo diverso. Raccontiamo l’orrore attraverso un altrove molto vicino", facendo riferimento al film "Inception" di Christopher NolanLa produzione si avvale di riferimenti e "inquadrature" cinematografiche, della coreografia di Daniel Ezralow (al suo debutto alla Scala), le immagini di D-Wok, i costumi di Gianluca Falaschi, e le scene (digitali e non) di Giò Forma che Chailly ha definito "iperboliche". Per allestire la decima opera di Verdi, tratta dalla tragedia di William Shakespeare, viene abbandonato quindi il filtro della rappresentazione in costume, e si offre una città Novecentesca che richiama tanto le architetture di Frank Lloyd Wright quanto quelle di Piero Portaluppi.

 

PRIMA DIFFUSA - Giunge alla decima edizione Prima Diffusa, il vero e proprio festival con cui il Comune di Milano insieme a Edison e alla Rai accompagna Milano nella settimana precedente la Prima della Scala con oltre 80 iniziative tra concerti, performance, reading, incontri e conferenze, mostre e rassegne dedicati all’opera, coinvolgendo più di 40 luoghi della cultura milanese e spazi cittadini simbolici presenti in tutti i 9 Municipi. Un coinvolgimento di tutta la comunità che cresce fino al 7 dicembre, giorno in cui la Prima va in scena sul palcoscenico del Teatro alla Scala e sarà trasmessa in diretta in 34 spazi dei nove municipi e anche nell’area metropolitana. In questi dieci anni Prima Diffusa è cresciuta sempre di più, coinvolgendo oltre 200.000 spettatori, 80 spazi cittadini con più di 200 eventi. In questa decima edizione saranno disponibili diecimila posti nelle 34 sale di proiezione, mille in più rispetto alla scorsa edizione (2019).

 

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