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Bono: "Pavarotti era l'opera"

Leader U2 ricorda l'amico scomparso

06 Set 2007 - 14:53

Era impossibile dirgli di no, quando voleva che gli U2 scrivessero per lui una canzone o partecipassero al suo festival di Modena. Così Bono ricorda Luciano Pavarotti, cui era legato da profondo affetto e amicizia. "Alcuni sanno cantare l'opera, Luciano Pavarotti era l'opera'', scrive il leader degli U2 sul sito ufficiale della band, definendo Pavarotti una persona "divertente". "La sua voce era più forte di ogni gruppo rock".

''Lo chiamavamo la Pavlova'', ricorda scherzosamente Bono che, sottolineando l'impegno umanitario del tenore, continua: ''La sua vita ed il suo talento erano grandi ma ancora più grande era la sua voglia di mettersi al servizio dei deboli e dei vulnerabili''. Il cantante riconosce poi lo spirito innovativo di Pavarotti e la sua capacità di rendere l'opera accessibile a tutti: ''Era intellettualmente curioso, non poteva limitarsi alla sua generazione, amava le nuove idee, la gente nuova, i nuovi tipi di canzoni''.  E conclude; ''gli ho parlato la scorsa settimana... Comunicava ancora tutto il suo amore. Era pieno d'amore. Questo è ciò che la gente non capisce di Luciano Pavarotti. Anche quando la sua voce ha perso potenza, le sue capacità interpretative facevano di lui un gigante tra grandi uomini''.