spettacolo

Ingmar Bergman, la sua filmografia

Girò oltre 40 film per il cinema

30 Lug 2007 - 11:46

Anche se i più conosciuti dal pubblico italiano sono "Il posto delle fragole", "Scene da un matrimonio" o "Fanny e Alexander", nell'elenco dei film girati dalla cinepresa di Bergman ci sono oltre 40 titoli. Insieme ai film di Chaplin, Ford, Kurosawa, Fellini e pochi altri, il nome di Bergman è uno di quelli che si accosta per antonomasia al Cinema con la C maiuscola, anche se da dieci anni il maestro svedese preferiva il teatro e la tv.

LA FILMOGRAFIA

L'esordio nel cinema, dopo un'importante esperienza teatrale come regista al Teatro Reale dell'Opera di Stoccolma, avviene con la sceneggiatura di ''Spasimo'' di Alf Sjoberg (1944). Dell'anno successivo è la sua prima regia, ''Crisi''. I film dei primi dieci anni di attività, da ''Crisi'' a ''Sorrisi di una notte d'estate'' (1955), benchè in parte già anticipatori dei temi che lo renderanno celebre (la memoria famigliare, l'angoscia, la morte, i valori religiosi, i fallimenti esistenziali), sono caratterizzati da una vena malinconica e melodrammatica. Si tratta di ''Nave per l' India'', ''Musica nelle tenebre'', entrambi del 1947, ''Prigione'' (1948),''Estate d' amore'' (1950), ''Una vampata d' amore'' (1953), ''Una lezione d' amore'' (1954), ''Sogni di donna'' (1954), fino a ''Sorrisi di una notte d' estate''.

Il primo capolavoro è ''Il settimo sigillo'' (1956), cui segue ''Il posto delle fragole'' (1957, tra i più premiati del regista) e ''Il volto'' (1958). Dopo ''La fontana della vergine'' (1959, primo Oscar), inizia la trilogia su uno dei temi a lui più cari, quello dell' incomunicabilità: a ''Come in uno specchio'' (1961, secondo Oscar) seguono ''Luci d' inverno'' (1962) e ''Il silenzio'' (1963).

Dopo film che alternano sperimentalismo e realismo (''Persona'', del 1966 o ''La vergogna'', del 1968) è la volta di un altro capolavoro riconosciuto internazionalmente, ''Sussurri e grida'' (1972), cui segue ''Scene da un matrimonio'' (1973), realizzato per la tv e poi adattato per il cinema. Nel 1974 realizza il sogno di adattare per il cinema ''Il flauto magico'' e, dopo un poco convincente ''L'uovo del serpente'' (1977), è la volta del riuscito duetto famigliare ''Sinfonia d' autunno'' (1978). Prima di ''Fanny e Alexander'' ha realizzato ancora un film a sfondo psicanalitico: ''Un mondo di marionette'' (1980).

Al Festival di Cannes ha vinto un premio alla regia nel 1958 per ''Alle soglie della vita''. Ha scritto una discussa autobiografia, ''Lanterna magica''